La nota
esplicativa del Ministero del Lavoro:
Viene istituita
una Rete Nazionale dei servizi per le politiche del lavoro, coordinata dalla
nuova Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro (in acronimo ANPAL),
e formata dalle strutture regionali per le Politiche attive del Lavoro,
dall’INPS, dall’INAIL, dalle Agenzie per il lavoro e dagli altri soggetti
autorizzati all’attività di intermediazione, dagli enti di formazione e da
Italia Lavoro e ISFOL. L’istituzione dell’ANPAL avverrà senza nuovi oneri a
carico della finanza pubblica. Tutte le risorse necessarie al suo funzionamento
saranno infatti trasferite dal Ministero del lavoro e dall’ISFOL, dei quali
sarà effettuata una conseguente riorganizzazione.
Il Ministero del
lavoro fisserà linee di indirizzo triennali ed obiettivi annuali in materia di
politiche attive e definirà i livelli minimi che le prestazioni devono avere su
tutto il territorio nazionale.
Per garantire i
livelli essenziali di prestazioni in materia di servizi e politiche attive del
lavoro, Ministero del lavoro, Regioni e Province autonome definiranno, un Piano
finalizzato all’erogazione delle politiche attive mediante l’utilizzo
coordinato di fondi (nazionali, regionali e del Fondo Sociale Europeo). Allo
stesso scopo il Ministero del lavoro stipulerà, con ogni Regione e con le
Province autonome, una convenzione per regolare i rapporti e gli obblighi
concernenti la gestione dei servizi per l’impiego e delle politiche attive del
lavoro.
Il Ministero del
lavoro controllerà quindi il rispetto dei livelli essenziali delle prestazioni
su tutto il territorio nazionale e monitorerà le politiche occupazionali.
Sarà istituito
un Albo nazionale dei soggetti accreditati a svolgere funzioni in materia di
politiche attive del lavoro, un Sistema informativo delle politiche del lavoro
ed il fascicolo elettronico del lavoratore.
All’istituzione
dell’Albo provvederà l’ANPAL. L’obiettivo è quello di valorizzare le sinergie
tra soggetti pubblici e privati e di rafforzare le capacità di incontro tra
domanda e offerta di lavoro.
Sistema
informativo e al fascicolo elettronico del lavoratore mirano ad una migliore
gestione del mercato del lavoro e del monitoraggio delle prestazioni erogate.
Per semplificare
gli adempimenti per i datori di lavoro, si prevede che le comunicazioni di
assunzione, trasformazione e cessazione dei rapporti di lavoro (comprese quelle
relative alla gente di mare), dovranno essere effettuate in via telematica.
Le informazioni
del Sistema informativo rappresenteranno la base per la formazione del
fascicolo elettronico del lavoratore, liberamente accessibile da parte degli
interessati.
Tutte le
informazioni contenute nel Sistema informativo saranno messe a disposizione
delle Regioni e delle Province.
Ci sarà anche un
Albo nazionale degli enti accreditati a svolgere attività di formazione
professionale.
Quanto ai Fondi
interprofessionali e bilaterali che faranno anch’essi parte della Rete -
l’ANPAL eserciterà la vigilanza su di essi, riferendo al Ministero del Lavoro.
In vista di un
più efficace inserimento e reinserimento nel mercato del lavoro si prevede che
Regioni e Province autonome costituiscano uffici territoriali, denominati
Centri per l’impiego, per svolgere, nei confronti dei disoccupati, disoccupati
parziali e soggetti a rischio di disoccupazione, attività di orientamento,
ausilio, avviamento alla formazione e accompagnamento al lavoro.
Viene definito
lo stato di lavoratore disoccupato anche parziale e di lavoratore a rischio di
disoccupazione. Gli appartenenti a queste categorie verranno assegnati ad una
classe di profilazione, allo scopo di valutarne il livello di occupabilità e
saranno convocati dai Centri per l’impiego per la stipula di un Patto di
servizio personalizzato. Il Patto dovrà inoltre riportare la disponibilità del
richiedente a partecipare a iniziative di carattere formativo, di
riqualificazione o di politica attiva e ad accettare congrue offerte di lavoro.
Per rafforzare
la condizionalità delle erogazioni, la domanda di ASpI, NASpI o DIS-COLL
equivarrà a dichiarazione di immediata disponibilità del lavoratore, e sarà
inserita nel Sistema informativo delle politiche attive e dei servizi per
l’impiego.
I beneficiari di
prestazioni a sostegno del reddito, che non abbiano riottenuto una occupazione,
saranno quindi chiamati a stipulare il Patto di servizio personalizzato.
La
sottoscrizione del Patto di servizio personalizzato sarà necessaria anche ai
fini della concessione dell’Assegno di disoccupazione (ASDI).
I beneficiari di
prestazioni di sostegno al reddito che, senza giustificato motivo, non
partecipano alle iniziative finalizzate a conseguirne l’inserimento o
reinserimento nel mondo del lavoro saranno soggetti a sanzioni che vanno dalla
decurtazione, alla sospensione o decadenza dalle prestazioni.
Si prevede
inoltre un Assegno di ricollocazione, a favore dei soggetti disoccupati, la cui
disoccupazione ecceda i sei mesi. La somma, graduata in funzione del profilo di
occupabilità, sarà spendibile presso i Centri per l’impiego o presso i soggetti
accreditati a svolgere funzioni e compiti in materia di politiche attive del
lavoro. L’assegno non costituirà reddito imponibile.
Ancora, i
lavoratori titolari di strumenti di sostegno del reddito potranno essere
chiamati a svolgere attività di servizio nei confronti della collettività nel
territorio del Comune di residenza.
L'utilizzo dei
lavoratori in tali attività non determinerà l'instaurazione di un rapporto di
lavoro.
A questi
lavoratori spetterà un importo mensile, pari all’assegno sociale, erogato
dall’INPS.
Si riordina
infine la normativa in materia di incentivi all’occupazione con la previsione
della istituzione, presso l’ANPAL, di un Repertorio nazionale degli incentivi
all’occupazione. Vengono definiti i principi generali di fruizione degli
incentivi al fine di garantire un’omogenea applicazione; si provvede alla
razionalizzazione di quelli relativi ai contratti di apprendistato per la
qualifica, il diploma e la specializzazione professionale e di alta formazione
e ricerca.
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