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mercoledì 17 giugno 2015

Jobs Act: cosa cambia nella tutela della maternità

Le nuove misure a tutela della maternità saranno strutturali e, dunque, non legate esclusivamente al 2015, a patto, però, che vengano rifinanziate ogni anno. E’ quanto precisato nella relazione al decreto recante misure per la conciliazione delle esigenze di cura, vita e lavoro, approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 11 giugno.

Tra le principali novità, si segnala la possibilità per la lavoratrice di bloccare la decorrenza del congedo di maternità in caso di ricovero del bimbo in una struttura sanitaria pubblica o privata.

Detta sospensione è limitata al solo congedo post parto, potrà essere richiesta soltanto una volta e potrà durare fino alla conclusione del periodo di ricovero del bimbo.

In simili casi, la dipendente dovrà produrre un'attestazione medica sulla compatibilità del suo stato di salute con la ripresa del lavoro.

Per quanto riguarda, invece, il congedo parentale, il decreto ne estende i tempi di fruizione in relazione all'età del figlio. Il decreto, infatti, prevede che tale congedo possa essere fruito dalla madre e dal padre lavoratori dipendenti durante i primi dodici anni di vita del figlio e che sia coperto da un'indennità del 30% della retribuzione per i periodi fruiti nei primi sei anni di vita del bambino.

Valerio Pollastrini

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