Il
documento redatto dall’Università di Firenze in collaborazione con il Consiglio
nazionale dei commercialisti e Assonime
A
seguito dell’approvazione da parte del Consiglio nazionale dei commercialisti,
è stata pubblicata la seconda edizione delle Linee–guida per il finanziamento
alle imprese in crisi, redatta dall’Università di Firenze in collaborazione con
lo stesso Consiglio Nazionale e Assonime. Le Linee guida costituiscono un
importante supporto ai processi di ristrutturazione.
La
prima edizione, del 2010, ha avuto un notevole e crescente successo, ricevendo
ampia diffusione tra professionisti, magistrati, associazioni imprenditoriali e
studiosi, per i quali ha costituito un imprescindibile punto di riferimento
nell’affrontare i processi di ristrutturazione giudiziali e stragiudiziali.
La
rilevanza delle modifiche legislative intervenute negli ultimissimi anni, che
hanno inciso profondamente su diversi aspetti – primo fra tutti la disciplina
dei finanziamenti all’impresa in crisi –, nonché l’intervento di importanti
sentenze e, più in generale, la maturazione di una più diffusa esperienza
applicativa, ha reso necessaria la revisione della prima edizione, al fine di
recepire i cambiamenti e di adeguare le soluzioni.
Oltre
che nei contenuti, le Linee-guida del 2015 sono state riviste anche nella
struttura. In particolare, l’avvicinamento, avvenuto negli ultimi anni, degli
strumenti stragiudiziali agli strumenti giudiziali per fronteggiare la crisi,
ha suggerito di abbandonare questo rigido criterio distintivo, nel tentativo di
individuare soluzioni che possano costituire una base comune e condivisa di più
ampia portata sistematica.
Questa
seconda edizione si caratterizza inoltre per il fatto di affrontare alcuni
argomenti non oggetto di esame nella prima, tra i quali in particolare le
regole di condotta dell’impresa in stato di crisi, gli snodi problematici del
piano di ristrutturazione e il contenuto delle diverse attestazioni di cui può
essere incaricato il professionista.
Come
precisa la parte introduttiva, le Linee-guida hanno lo scopo di suggerire
prassi virtuose e comportamenti che, pur non essendo strettamente imposti dalla
legge, possono aumentare il grado di sicurezza delle operazioni di
finanziamento. Le Linee-guida non vogliono però indurre a ritenere che
qualsiasi comportamento difforme debba ritenersi qualificabile come illecito o
inopportuno. Al contrario, il documento si propone di identificare modelli
comportamentali che, se correttamente seguiti, possono offrire tutela e
rappresentare un “safe harbor” in un eventuale giudizio a carico degli
operatori o dei soggetti coinvolti nelle operazioni di ristrutturazione.
Il
cantiere dei lavori resta aperto. Le Linee–guida dovranno essere costantemente
adeguate all'evoluzione, anche quella legislativa di cui si parla, oltre che
per tenere in considerazione le osservazioni e i commenti che chiunque
interessato potrà far pervenire agli enti promotori dell’iniziativa.
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