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lunedì 22 giugno 2015

Consiglio Nazionale Dottori Commercialisti - Pubblicata la seconda edizione delle linee-guida per il finanziamento alle imprese in crisi

Il comunicato del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti:

Il documento redatto dall’Università di Firenze in collaborazione con il Consiglio nazionale dei commercialisti e Assonime

A seguito dell’approvazione da parte del Consiglio nazionale dei commercialisti, è stata pubblicata la seconda edizione delle Linee–guida per il finanziamento alle imprese in crisi, redatta dall’Università di Firenze in collaborazione con lo stesso Consiglio Nazionale e Assonime. Le Linee guida costituiscono un importante supporto ai processi di ristrutturazione.

La prima edizione, del 2010, ha avuto un notevole e crescente successo, ricevendo ampia diffusione tra professionisti, magistrati, associazioni imprenditoriali e studiosi, per i quali ha costituito un imprescindibile punto di riferimento nell’affrontare i processi di ristrutturazione giudiziali e stragiudiziali.

La rilevanza delle modifiche legislative intervenute negli ultimissimi anni, che hanno inciso profondamente su diversi aspetti – primo fra tutti la disciplina dei finanziamenti all’impresa in crisi –, nonché l’intervento di importanti sentenze e, più in generale, la maturazione di una più diffusa esperienza applicativa, ha reso necessaria la revisione della prima edizione, al fine di recepire i cambiamenti e di adeguare le soluzioni.

Oltre che nei contenuti, le Linee-guida del 2015 sono state riviste anche nella struttura. In particolare, l’avvicinamento, avvenuto negli ultimi anni, degli strumenti stragiudiziali agli strumenti giudiziali per fronteggiare la crisi, ha suggerito di abbandonare questo rigido criterio distintivo, nel tentativo di individuare soluzioni che possano costituire una base comune e condivisa di più ampia portata sistematica.

Questa seconda edizione si caratterizza inoltre per il fatto di affrontare alcuni argomenti non oggetto di esame nella prima, tra i quali in particolare le regole di condotta dell’impresa in stato di crisi, gli snodi problematici del piano di ristrutturazione e il contenuto delle diverse attestazioni di cui può essere incaricato il professionista.

Come precisa la parte introduttiva, le Linee-guida hanno lo scopo di suggerire prassi virtuose e comportamenti che, pur non essendo strettamente imposti dalla legge, possono aumentare il grado di sicurezza delle operazioni di finanziamento. Le Linee-guida non vogliono però indurre a ritenere che qualsiasi comportamento difforme debba ritenersi qualificabile come illecito o inopportuno. Al contrario, il documento si propone di identificare modelli comportamentali che, se correttamente seguiti, possono offrire tutela e rappresentare un “safe harbor” in un eventuale giudizio a carico degli operatori o dei soggetti coinvolti nelle operazioni di ristrutturazione.

Il cantiere dei lavori resta aperto. Le Linee–guida dovranno essere costantemente adeguate all'evoluzione, anche quella legislativa di cui si parla, oltre che per tenere in considerazione le osservazioni e i commenti che chiunque interessato potrà far pervenire agli enti promotori dell’iniziativa.

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