I risultati negativi sul gettito derivante da controlli e
accertamenti è la prova che negli ultimi mesi la lotta all’evasione fiscale ha
perso vigore.
L’indebolimento del sistema sanzionatorio varato con la
Legge Delega, il depotenziamento del ruolo dell’Agenzia fiscale sul versante
dei controlli, fino all’elevazione della soglia del contante dai 1000 ai 3000
euro e la contemporanea abolizione dell’obbligo di tracciabilità per i
pagamenti di affitti e della filiera dei trasporti producono il risultato di
far abbassare la tensione sulla lotta all’evasione.
L’evasione fiscale nel nostro Paese è inaccettabile, come
recentemente sottolineato dal Capo dello Stato nell’annuale discorso alla
nazione.
Per la UIL è necessario dispiegare una reale e forte volontà
politica da parte dell’Esecutivo attraverso l’incrocio di tutte le banche dati
a disposizione, a livello centrale e locale, attraverso l’istituzione di una
struttura esclusiva per l’accertamento e, infine, attraverso l’introduzione del
contrasto di interessi per i servizi alla famiglie.
Questo è assolutamente indispensabile per esigenze
economiche e soprattutto di equità sociale in quanto l’86% del gettito Irpef in
Italia è dato dai lavoratori dipendenti e pensionati.

Nessun commento:
Posta un commento