La compagnia di attori, nata dal progetto di laboratorio
teatrale voluto dalla direzione regionale Inail in collaborazione con
l’associazione Fuoriposto, ripropone anche quest’anno la commedia “Misteri in
condominio. (Non) aprite quella porta”. Le repliche a Padova domenica 17
gennaio e a Conegliano il 12 febbraio
VENEZIA - Sono attori speciali quelli della compagnia “Bis
abili”. Uomini e donne che, dopo aver subito un grave infortunio sul lavoro,
hanno ritrovato la forza di reagire e l'entusiasmo partecipando a un progetto
di laboratorio teatrale realizzato dalla direzione regionale Inail Veneto in
collaborazione con l’associazione Fuoriposto. È nata così la compagnia che ha
debuttato al teatro Momo di Mestre nel 2014 con la commedia “Misteri in
condominio. (Non) aprite quella porta”, diretta dalla regista Paola Brolati e
riproposta nel 2015 a Belluno. Quest’anno lo spettacolo sarà in scena a Padova
al teatro San Clemente domenica 17 gennaio e a Parè di Conegliano presso
l’Auditorium “Dina Orsi” il 12 febbraio. L’ingresso è libero.
Dal gioco alla
rappresentazione.
Il laboratorio “Bene bravi bis abili”, iniziato nel 2013, ha
coinvolto una decina di infortunati con disabilità di diverso grado che ha
risposto con entusiasmo, spiega la regista e attrice Paola Brolati. “Abbiamo
cominciato con una serie di esercizi e giochi teatrali e ideato assieme il
testo della commedia e la messa in scena”. “La sensazione che respiriamo in
questi incontri è quella di grande complicità e soprattutto di libertà: ci si
diverte, non ci si giudica, ci si accetta per quel che si è e si cerca di dare
il massimo”.
Crisci: “Un’esperienza
che parla al cuore dei partecipanti”.
“La forma del teatro si presta particolarmente a lavorare
sulla ristrutturazione delle persone che hanno subito forti traumi, tirando
fuori la forza e la volontà dell’espressione, e restituendo in tal modo potere
su se stessi e voce a chi ha creduto di non potercela più fare”. “Un’esperienza
– sottolinea il direttore regionale Alessandro Crisci – che ha saputo parlare
al cuore dei partecipanti, producendo l’entusiasmo e l’energia necessari a
consentire allo spettacolo di avere un successo tale da prevederne delle
repliche in altre città del Veneto”.
Brolati: “Il teatro
sviluppa autostima e socialità”.
“Il teatro è di per sé terapeutico poiché insegna ad
esplorare proprie potenzialità espressive, valorizza le caratteristiche della
persona e aumenta la sicurezza in sé, l'autostima e la socialità. Inoltre,
educa al lavoro di gruppo. Ognuno fa tesoro delle ore passate al laboratorio
teatrale. Spesso l’attore – spiega la regista – s’identifica con il
personaggio, elaborando pensieri, paure, mettendo in gioco le proprie abilità,
ma anche le fragilità. Confrontandosi con se stesso e con gli altri, con
l’aiuto del conduttore o del regista, affronta e supera una serie di problemi
che lo portano ad una maggior consapevolezza delle proprie capacità e dei
propri limiti”.
Nascono anche gli
sketch sulla sicurezza.
Il successo della commedia “Misteri in condominio” ha
incoraggiato e stimolato la compagnia Bis Abili alla produzione di altri
spettacoli. È nata, così, un’altra rappresentazione teatrale dal titolo “Ma
siamo proprio sicuri”, una serie di sketch sulla sicurezza sul lavoro, in casa
e in itinere presentata in anteprima al Teatro Momo di Mestre. Gli sketch sono
stati proposti alle scuole superiori e saranno replicati quest’anno a Mirano.

Nessun commento:
Posta un commento