Soddisfazione per apprezzamento Commissione UE su Linee di
indirizzo per il contrasto alla grave emarginazione
"Affrontare i problemi con la logica dell'emergenza non
è il modo giusto per risolverli, rischia anzi di essere una scusa per rinviarli
e, di conseguenza, renderli più difficili; occorre invece, come nel caso del
contrasto ai casi di emarginazione più grave ed in generale alla povertà, un
approccio strategico che permetta di definire interventi strutturali coordinati
tra più soggetti e, per questo, in grado di produrre risultati concreti".
Ad affermarlo è il Ministro del Lavoro e delle Politiche
Sociali, Giuliano Poletti, commentando la presentazione di questa mattina, al
Cnel, delle Linee di indirizzo per il contrasto alla grave emarginazione
adulta, come è quella delle persone senza dimora. Approvate a novembre in Conferenza
Unificata, le Linee di indirizzo, che raccolgono le migliori esperienze locali,
nazionali ed europee, sono frutto di un lavoro condiviso con i rappresentanti
dei diversi livelli di governo e, in particolare, delle città metropolitane, e
di un confronto che nasce dal basso, dalle attività dei servizi e
dall'animazione dei territori, realizzato con la collaborazione della Fio.PSD -
Federazione Italiana degli Organismi per le Persone senza Dimora. Un metodo
partecipativo che il Ministero intende riprodurre nella costruzione del Piano
di lotta alla povertà, previsto nella legge di stabilità in discussione in
Parlamento.
"La volontà che ha ispirato la redazione di queste
linee di indirizzo -ha aggiunto Poletti- è appunto quella di superare un
approccio emergenziale, in direzione di un approccio strategico, che consideri
la persona ed i suoi bisogni nella sua interezza, in modo da realizzare un
intervento 'tagliato' sulla condizione specifica in cui si trova. Il principio
che sottende questo nuovo approccio è quello della presa in carico,
dell'accompagnamento verso l'autonomia, dell'empowerment, con l'obiettivo di
far uscire la persona dalla condizione di difficoltà in cui si trova. Un
principio che, più in generale, dovrà ispirare tutte le politiche sociali e in
particolare quelle di lotta alla povertà, con la convinzione che se al sostegno
monetario non si affianca un progetto di attivazione con la presa in carico
delle persone, da parte dei servizi sociali in rete con gli altri servizi del
territorio e con i soggetti del terzo settore e di tutta la comunità, è
impossibile produrre risultati efficaci in termini di inclusione sociale".
Alle linee guida sono poi associate risorse specificamente
dedicate ai senza dimora nel PON Inclusione e nel Programma operativo del FEAD
(il Fondo europeo di aiuti agli indigenti).
"Il Governo -ha chiarito il Ministro- ha deciso di
destinare, nell'ambito di questi due programmi comunitari, 100 milioni di euro
in sette anni al finanziamento di servizi coerenti con le linee guida, cui
potranno aggiungersi le risorse che le Regioni vorranno destinare con la
programmazione regionale e le grandi città con la programmazione del PON Metro.
Ed è motivo di soddisfazione che la Commissione europea, intervenuta alla
presentazione, abbia manifestato grande apprezzamento per questa modalità di
utilizzo delle risorse comunitarie, ringraziando il Governo per aver saputo
cogliere in maniera 'esemplare' le opportunità offerte dal nuovo ciclo di
Programmazione".
Naturalmente, gli interventi rivolti ai senza dimora sono
parte di un disegno più complessivo di contrasto alla povertà. La legge di
Stabilità prevede di destinare risorse stabili alla definizione di un piano
nazionale di lotta alla povertà: a regime, un miliardo l'anno oltre alle risorse
che potranno rendersi disponibili dal riordino dei trattamenti previsto nel
2016.
Sulla base dell'esperienza maturata con la Sperimentazione
del SIA nelle grandi città e con modalità profondamente rinnovate, la misura
sarà estesa all'intero territorio nazionale nella prospettiva della sua
definizione come livello essenziale. Per il 2016, considerando le risorse già
stanziate, saranno disponibili circa 800 milioni.
Vi è poi una rilevante novità, per la prima volta introdotta
nel nostro ordinamento: l'ASDI, un sussidio di disoccupazione di natura non
previdenziale, rivolto ai più bisognosi che abbiano esaurito il sussidio di
disoccupazione ordinario (NAspI) senza aver trovato ancora occupazione. Si
tratta in questo caso di un anello di congiunzione tra gli strumenti più
tradizionali di sostegno al reddito di natura previdenziale e il SIA. Per il
2016 le risorse stanziate per questa misura ammontano a 600 milioni di euro.
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