Risultati positivi per il progetto nato un anno fa per
aumentare la sicurezza degli operatori stranieri in realtà ad alto rischio
infortunistico. Grazie al partenariato tra direzione regionale dell’Istituto,
Confindustria Catanzaro e Cpt, coinvolti 40 lavoratori provenienti da diversi
Paesi europei ed extraeuropei
CATANZARO - Tredici aziende, impegnate in settori ad alto
rischio infortunistico, e circa quaranta lavoratori stranieri, nati in Paesi
europei ed extraeuropei. Questi i numeri principali presentati a chiusura di
“Training for foreign workers”, il progetto partito un anno fa in Calabria per
aumentare la sicurezza tra gli operai stranieri. Una sinergia – quella tra
Inail Calabria, Confindustria di Catanzaro e Comitato paritetico territoriale –
che ha portato alla creazione di un vero e proprio laboratorio sulla sicurezza,
dove informazione e formazione hanno dato risultati complessivamente
incoraggianti.
Check up aziendali per individuare le criticità. Edilizia,
metalmeccanico, chimico ed eco ambientale sono stati i settori di attività sui
quali si è intervenuto e dove sono state registrate le condizioni di maggiore
fragilità. Tra le principali criticità evidenziate, grazie a veri e propri
check up aziendali, tra i lavoratori stranieri – provenienti da Albania,
Ucraina, Algeria, Marocco, Bangladesh e Romania – la scarsa conoscenza dei
termini tecnici e delle misure di sicurezza, una possibile differenza nella
percezione del rischio e alcune situazioni precarie di vita extra-lavorativa,
oltre a un basso livello di istruzione.
Silenzi: “Percezione
del rischio presupposto per prevenzione”.
“Grazie a Confindustria – spiega il direttore regionale
dell’Inail Calabria, Emidio Silenzi – abbiamo potuto realizzare un progetto
riguardante la promozione della cultura della prevenzione e della sicurezza,
volto a far comprendere alle maestranze straniere come possono essere
individuati, e quindi governati, i rischi presenti in attività lavorative
industriali, sviluppando, in particolare, tutte le tematiche connesse alla
percezione del rischio, naturale presupposto per poter affrontare il tema della
prevenzione in senso più ampio”.
Realizzati anche
interventi ad hoc.
La distribuzione di materiale informativo in lingua inglese,
ad esempio, è stato uno dei primi passi per migliorare la comprensione di
termini tecnici, diritti, doveri e norme di comportamento. I test svolti
all’interno delle aziende hanno evidenziato anche la necessità di poter
disporre di immagini chiare ed esaustive legate a particolari attività e rischi
specifici, oltre ad avvalersi di mediatori culturali, in grado di spiegare
concetti e principi tipici, anche normativi, legati alla sfera del lavoro e
della sicurezza. In base ai dati e alle informazioni ottenute, infine, sono
state progettate azioni personalizzate, innalzando gli standard aziendali
minimi di sicurezza e realizzando attività di informazione e prevenzione ad
hoc.
“Un sostegno
apprezzato in una congiuntura difficile”.
“Attraverso accessi diretti in azienda e interviste ai soggetti
interessati – precisa Silenzi – abbiamo constatato come il progetto abbia avuto
dei risultati estremamente positivi, sia nei confronti dei lavoratori, che
hanno riconosciuto una pubblica amministrazione attenta alle loro
problematiche, sia rispetto agli imprenditori, che hanno dato la loro
disponibilità alla realizzazione del progetto, apprezzando il sostegno, anche
economico, fornito da Confindustria e da Inail Calabria in un momento
congiunturale particolarmente difficile per le industrie del Sud”.
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