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martedì 15 dicembre 2015

Inail Calabria, presentato il bilancio conclusivo di “Training for Foreign Workers”

Inail, News del 14 dicembre 2015

Risultati positivi per il progetto nato un anno fa per aumentare la sicurezza degli operatori stranieri in realtà ad alto rischio infortunistico. Grazie al partenariato tra direzione regionale dell’Istituto, Confindustria Catanzaro e Cpt, coinvolti 40 lavoratori provenienti da diversi Paesi europei ed extraeuropei

CATANZARO - Tredici aziende, impegnate in settori ad alto rischio infortunistico, e circa quaranta lavoratori stranieri, nati in Paesi europei ed extraeuropei. Questi i numeri principali presentati a chiusura di “Training for foreign workers”, il progetto partito un anno fa in Calabria per aumentare la sicurezza tra gli operai stranieri. Una sinergia – quella tra Inail Calabria, Confindustria di Catanzaro e Comitato paritetico territoriale – che ha portato alla creazione di un vero e proprio laboratorio sulla sicurezza, dove informazione e formazione hanno dato risultati complessivamente incoraggianti.

Check up aziendali per individuare le criticità. Edilizia, metalmeccanico, chimico ed eco ambientale sono stati i settori di attività sui quali si è intervenuto e dove sono state registrate le condizioni di maggiore fragilità. Tra le principali criticità evidenziate, grazie a veri e propri check up aziendali, tra i lavoratori stranieri – provenienti da Albania, Ucraina, Algeria, Marocco, Bangladesh e Romania – la scarsa conoscenza dei termini tecnici e delle misure di sicurezza, una possibile differenza nella percezione del rischio e alcune situazioni precarie di vita extra-lavorativa, oltre a un basso livello di istruzione.

Silenzi: “Percezione del rischio presupposto per prevenzione”.
“Grazie a Confindustria – spiega il direttore regionale dell’Inail Calabria, Emidio Silenzi – abbiamo potuto realizzare un progetto riguardante la promozione della cultura della prevenzione e della sicurezza, volto a far comprendere alle maestranze straniere come possono essere individuati, e quindi governati, i rischi presenti in attività lavorative industriali, sviluppando, in particolare, tutte le tematiche connesse alla percezione del rischio, naturale presupposto per poter affrontare il tema della prevenzione in senso più ampio”.

Realizzati anche interventi ad hoc.
La distribuzione di materiale informativo in lingua inglese, ad esempio, è stato uno dei primi passi per migliorare la comprensione di termini tecnici, diritti, doveri e norme di comportamento. I test svolti all’interno delle aziende hanno evidenziato anche la necessità di poter disporre di immagini chiare ed esaustive legate a particolari attività e rischi specifici, oltre ad avvalersi di mediatori culturali, in grado di spiegare concetti e principi tipici, anche normativi, legati alla sfera del lavoro e della sicurezza. In base ai dati e alle informazioni ottenute, infine, sono state progettate azioni personalizzate, innalzando gli standard aziendali minimi di sicurezza e realizzando attività di informazione e prevenzione ad hoc.

“Un sostegno apprezzato in una congiuntura difficile”.
“Attraverso accessi diretti in azienda e interviste ai soggetti interessati – precisa Silenzi – abbiamo constatato come il progetto abbia avuto dei risultati estremamente positivi, sia nei confronti dei lavoratori, che hanno riconosciuto una pubblica amministrazione attenta alle loro problematiche, sia rispetto agli imprenditori, che hanno dato la loro disponibilità alla realizzazione del progetto, apprezzando il sostegno, anche economico, fornito da Confindustria e da Inail Calabria in un momento congiunturale particolarmente difficile per le industrie del Sud”.

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