In Italia, nel periodo compreso tra il secondo trimestre
2013 e il primo trimestre 2015, "la crisi ha esercitato un impatto avverso
ben più persistente sull'occupazione complessiva, che è rimasta pressoché
invariata, in controtendenza rispetto all'insieme dell'area dell'euro e alle
sue economie più piccole". Ad affermarlo la Banca Centrale Europea (Bce)
nel suo bollettino mensile riportato dall'Ansa, in cui spiega che i livelli
occupazionali del nostro Paese sono aumentati di sole 127.000 unità nel periodo
di riferimento sopra citato, seguita dalle 190.000 unità della Francia.
Solo la Germania e la Spagna, secondo la Bce, hanno
contribuito, per quasi due terzi, all'incremento complessivo del numero di
occupati nell'Eurozona dal secondo trimestre del 2013, riportando
rispettivamente 592.000 unità e 724.000 unità. Gli ostacoli alla ripresa dei
Paesi dell'Eurozona restano collegati alle incertezze sull'evoluzione
dell'economia mondiale, "nonché a rischi geopolitici di ampia
portata" che potrebbero influire anche "sulla domanda esterna di
export, nonché sulla fiducia", scrive la Bce.
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