Rapporto ABI 2015: banche italiane a sostegno della ripresa
e impegnate a migliorare le condizioni dei conti economici. Nell’era
dell’Unione bancaria europea assicurare norme identiche per tutti gli operatori
e garantire punti di partenza uguali per la competitività.
In un contesto che presenta elementi molto favorevoli di
ritorno alla crescita, le banche italiane stanno svolgendo un ruolo
fondamentale per la ripresa accompagnando, a ritmi sempre più significativi, il
ritorno di vivacità nelle decisioni di consumo e di investimento.
Allo stesso tempo, l’andamento dei bilanci bancari è
risultato più favorevole rispetto agli anni precedenti, anche se non positivo
sotto tutti i fronti.
Per quanto riguarda le condizioni dei conti economici,
continuano a sussistere squilibri sul lato dei costi che penalizzano la
competitività del settore bancario italiano nel confronto europeo. In termini
generali, restano condizione fondamentale il recupero di redditività e il
completamento del processo di armonizzazione delle regole iniziato con l’Unione
bancaria europea.
Nel frattempo, il settore ha proseguito nella sua capacità
di innovazione e riorganizzazione anche attraverso il rinnovo del contratto
nazionale di categoria, anch’esso caratterizzato da importanti elementi di
novità sul versante dei costi e delle regole.
Questa la sintesi della ventitreesima del Rapporto ABI 2015
sul mercato del lavoro nell’industria finanziaria, presentato oggi a Milano da
Giuseppe Ghisolfi, Vice Presidente ABI, che fornisce un quadro della posizione
competitiva del settore bancario italiano attraverso l’esame di numerose
informazioni riferite alle risorse umane, alla loro gestione e al relativo
costo.
Nel settore del credito italiano – continua ABI – la
stabilità del posto di lavoro è da sempre un valore fondamentale, come
dimostrato dall’elevata incidenza dei contratti a tempo indeterminato (compresi
gli apprendisti) che si attesta al 99%. Nonostante la lunga scia della crisi,
il settore ha contenuto la contrazione degli organici nel biennio 2013-2014
(circa -1%). Tra le principali caratteristiche del personale bancario si confermano
anche la qualità professionale in costante crescita (con il 37,3% di laureati)
e il continuo aumento del personale femminile (44,7% sul complesso dei
dipendenti).
Su fronte dell’analisi del posizionamento delle banche
italiane in Europa – pur in un quadro di miglioramento della redditività – si
confermano le difficoltà nelle quali continuano a operare, strette tra i
problemi posti dalla crisi dell’economia reale – seppur con gradi d’intensità
diversi tra paesi – e le crescenti pressioni regolamentari.
In questo senso, il costo del lavoro unitario dei gruppi
italiani, pari a 78.300 euro, è in crescita del 5% rispetto al 2013 e superiore
di 13.000 euro nel confronto con la media europea. Anche esaminando il rapporto
fra costo del personale e margine di intermediazione il divario tra gruppi
bancari italiani e media europea resta ancora molto elevato e pari a 8,5 punti
percentuali (39% contro 30% medio europeo). Ancora più significativo è il gap
con i concorrenti, ove si consideri il rapporto fra costo del personale e costi
operativi: gli intermediari creditizi italiani, infatti, registrano uno dei più
alti valori dell’indice in Europa, pari a 60,3%, quasi 10 punti percentuali
sopra la media dei concorrenti.
Pur se fortemente stressate dalla prolungata debolezza
dell’economia reale – aggiunge ABI – le banche in Italia hanno effettuato
sforzi straordinari, senza ricorrere mai a fondi pubblici, con grandi
accantonamenti a fronte dei costi della crisi e con aumenti di capitale, tutti
privati, in attesa che un’adeguata redditività bancaria favorisca circuiti virtuosi.
Il ritorno ad una redditività adeguata, quindi alla capacità di competere con successo
su un mercato sempre più europeo ed internazionale e sempre più influenzato dalle
pervasive influenze delle nuove tecnologie, ha come presupposto anche
l’equilibrio delle grandezze del mercato del lavoro.
Ne consegue la necessità di una profonda trasformazione
orientata in larga misura dai rapidi progressi nella digitalizzazione dei
processi produttivi e della stessa relazione con la clientela. Per questo –
conclude ABI – è tuttora in atto un vivace dibattito sui futuri assetti
organizzativi e produttivi delle imprese bancarie: regole certe e condivise fra
le Parti in materia di relazioni industriali contribuiranno ad affrontare le
delicate tematiche sul tappeto, in un clima di massima serenità e
responsabilità.
Alla presentazione del Rapporto da parte di Giancarlo
Durante, Direttore Centrale ABI – Responsabile Direzione Sindacale e del
Lavoro, e Luigi Prosperetti, Ordinario di Politica Economica – Università degli
Studi di Milano; sono intervenuti Eliano Omar Lodesani, Presidente del Comitato
Affari Sindacali e del Lavoro di ABI, e Arturo Maresca, Ordinario di Diritto
del Lavoro – Università degli Studi La Sapienza di Roma.

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