Il Civ Inail incontra i Co.Co.Pro.
Una “tre giorni” di studio e dibattito organizzata dal Civ
con i rappresentanti dei Coordinamenti regionali dei Comitati consultivi
provinciali. Il presidente Rampi: “Un essenziale momento di confronto col
territorio per condividere le prospettive in atto”. In conclusione l’incontro
col direttore generale Lucibello
FIRENZE – E’ stato un excursus a tutto campo sul tema della
prevenzione l’oggetto della recente tre giorni di studio “Il nuovo Inail”,
promossa dal Consiglio di indirizzo e di vigilanza dell’Istituto, a Firenze,
dal 30 settembre al 3 ottobre scorsi, con i rappresentanti dei Coordinamenti
regionali dei Comitati consultivi provinciali (Crc). Intenso il programma dei
lavori che ha declinato il tema in tutti i suoi molteplici ambiti d’interesse:
dall’evoluzione storica della normativa in materia alle strategie messe in atto
dall’Inail (sia in riferimento al ruolo dell’Istituto nel contesto europeo che
alle esperienze agite sul territorio), con un focus particolare dedicato al
contributo della ricerca.
Rampi: “Un’occasione
di condivisione per raccogliere stimoli e criticità”.
“In una fase di evoluzione così significativa per l’Inail,
all’insegna di nuove competenze e di nuovi significati della sua mission – ha
valutato il presidente del Civ, Francesco Rampi, sottolineando le finalità e il
significato dell’iniziativa – garantire un momento approfondito e dettagliato
di confronto col territorio è un’occasione essenziale non solo per condividere
in modo autentico le prospettive in atto, ma anche per raccogliere stimoli e
criticità che possono rappresentare un contributo importante nella definizione
delle future attività dell’Istituto. Il forte interesse e la grande
partecipazione riscontrati hanno, senza dubbio, confermato l’importanza di
questo approccio, ribandendo la significatività del ruolo dei Co.co.pro e le
forti potenzialità del loro apporto”.
Dall’evoluzione
normativa al ruolo degli organismi paritetici.
Ad aprire la prima giornata – dopo il saluto del direttore
Inail Toscana, Giovanni Asaro – sono stati Mario Scotti, presidente della
commissione Organizzazione del Civ, ed Elvira Goglia, responsabile dell’ufficio
Formazione dell’Istituto. Successivamente è stato l’avvocato Luigi La
Peccerella a procedere in una disamina approfondita che ha contestualizzato le
funzioni e i compiti dell’Inail in materia di prevenzione in uno scenario
storico-giuridico di ampio respiro che, dal Codice di Camaldoli del 1943 e
dalla Costituzione, è arrivato al Testo unico sulla sicurezza sul lavoro (dlgs
81/2008). In conclusione Beatrice Sassi, componente della Commissione nazionale
Comitati paritetici territoriali, ha analizzato l’esperienza della Cncpt nelle
sue funzioni di indirizzo, controllo e coordinamento degli organismi
paritetici, definendone i ruoli e le funzioni per quanto concerne i temi della
prevenzione.
La prevenzione “made
in Inail”: dall’Europa alle attività sul territorio.
Nella seconda giornata di lavori il direttore centrale
Prevenzione dell’Inail, Ester Rotoli, ha tracciato le coordinate complesse
lungo le quali si traducono oggi le strategie messe in atto dall’Istituto. Al
centro del suo intervento, in particolare, le molteplici attività promosse
dall’Inail alla luce del quadro strategico europeo 2014-2020 e le sue ampie
direttrici d’intervento che includono accordi e sinergie con le parti sociali,
definizione di buone prassi e linee guida, collaborazione con i ministeri del
Lavoro della Salute e con i rappresentanti delle Regioni. A entrare nel
dettaglio delle linee di indirizzo operativo, e dunque della programmazione
delle specifiche attività sul territorio, è stato il direttore vicario
Prevenzione, Tommaso De Nicola. Il ruolo della prevenzione negli indirizzi
strategici del Civ è stato, invece, illustrato dal presidente della commissione
Prevenzione e ricerca del Consiglio di indirizzo e vigilanza, Raffaella Sette,
che ha sottolineato l’importanza di una articolata “tastiera” di interventi
orientati al sostegno economico per gli investimenti in prevenzione, alle
attività di formazione degli attori della prevenzione e a quelle di carattere
consulenziale.
Quattro casi di
studio: la sinergia con l’Università di Modena e Reggio.
La seconda giornata ha offerto anche quattro testimonianze
concrete di progetti avviati dall’Inail in altrettante realtà del Paese e che
hanno visto l’Istituto promotore di importanti sinergie e strategie
d’intervento. Riccardo Melloni, docente presso l’Università di Modena e Reggio,
ha esposto così una sintesi del progetto “A Modena la sicurezza sul lavoro, in
pratica”, dove l’Inail e l’ateneo hanno stimolato aziende, lavoratori,
consulenti e responsabili del servizio prevenzione e protezione alla produzione
di un patrimonio comune di conoscenza condivisa attraverso un rigoroso lavoro
di ascolto e di analisi delle problematiche aziendali.
Il Protocollo
operativo nell’area industriale di Taranto.
La collaborazione tra istituzioni e imprese locali
nell’ambito di un’area industriale di elevata complessità come l’Ilva di
Taranto è stata, invece, affrontata dal Giuseppe Gigante, direttore regionale
vicario Inail Puglia. L’intervento ha ripercorso i principali aspetti relativi
al “Protocollo operativo sugli interventi in materia di sicurezza nei luoghi di
lavoro nell’area industriale di Taranto”, sottoscritto in Prefettura l’11
novembre 2013. L’intesa – che ha coinvolto, tra gli altri, Inail, Regione
Puglia, Comune e Provincia di Taranto, Confindustria di Taranto e sindacati – è
stata finalizzata alla promozione di corsi in materia di prevenzione, destinati
a responsabili dei servizi di protezione e di prevenzione, addetti ai servizi
di protezione e di prevenzione, rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza
e coordinatori per la progettazione e l’esecuzione dei lavori.
La collaborazione con
Enel e l’archivio web dell’azione sindacale per la sicurezza.
La collaborazione tra l’Inail e un grande gruppo industriale
è stata oggetto, invece, della relazione di Paola Giannone, responsabile HR
Enel, che ha descritto il complesso di attività di prevenzione avviate dal
colosso energetico (e che includono, oltre a campagna di comunicazione e
sensibilizzazione, interventi avviati tramite progetti, formazione, sistema
premiante e policy) e finalizzate a includere non soltanto il personale del
gruppo, ma anche la più ampia platea dei contractor. Il sociologo Daniele Di
Nunzio ha esposto, infine, il progetto che – utilizzando la struttura del
repository dell’Inail – vede la fondazione Di Vittorio impegnata nella
creazione di un archivio informatico online per la raccolta e la diffusione
della documentazione dell’azione sindacale sui temi della salute e sicurezza
sul lavoro, partendo dal recupero e dal riordino dei materiali del “Centro di
ricerca e documentazione sui rischi e danni da lavoro”.
La ricerca: sviluppo
e trasferibilità delle conoscenze.
Nella terza giornata il direttore centrale Ricerca, Alessandro
Barletta, e il responsabile del dipartimento Medicina, epidemiologia, igiene
del lavoro e ambientale dell’Istituto, hanno portato a compimento questo quadro
articolato di analisi con una valutazione complessiva sul ruolo della ricerca
per la prevenzione e sulle modalità di trasferimento delle conoscenza in
concrete azioni di intervento. Tutti gli interventi in programma sono stati
caratterizzati da un successivo dibattito/confronto sui temi discussi con i
coordinatori regionali dei Co.Co.Pro, che ha dato all’evento una forte impronta
di carattere partecipativo.
Lucibello: “Portare a
completamento l’importante lavoro svolto in questi ultimi anni”.
A chiudere i lavori un “duetto” tra il direttore generale
dell’Inail, Giuseppe Lucibello, e il consigliere Mario Francesco Scotti nel
merito del percorso di innovazione strategica e riorganizzazione dell’Inail. In
particolare, il direttore generale ha illustrato le complessità che hanno
caratterizzato il processo del “nuovo Inail” sia sul versante delle criticità
affrontate (tra le voci citate: la contrazione dell’organico, la riduzione
delle risorse in ottemperanza alla spending review e il contributo
all’abbattimento del cuneo fiscale) sia sul versante degli importanti risultati
conseguiti (dalla promozione del nuovo modello organizzativo alla ripresa degli
investimenti immobiliari, dallo sviluppo della digitalizzazione all’azione di
sostegno alle imprese attraverso i bandi Isi e Fipit). “Si tratta adesso di
portare a completamento e potenziare il tanto lavoro svolto in questi ultimi
anni – ha sostenuto – La direzione segnata è quella che procede lungo
l’ulteriore consolidamento del Polo Salute e Sicurezza, e questo significa
valorizzare al massimo le forti potenzialità di un Istituto sempre più
impegnato nel contrasto al fenomeno degli infortuni sul lavoro e autentico
protagonista nel welfare a garanzia di un più ampio sistema di tutela globale e
integrata”.
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