Un terzo del cibo prodotto nel mondo viene sprecato per un
totale di 1,3 miliardi di tonnellate che sarebbero ampiamente sufficienti a
sfamare la popolazione che soffre di fame. E’ quanto afferma la Coldiretti in
occasione del World Food Day voluto dalle Nazioni Unite con la consegna ad Expo
della Carta di Milano al segretario generale Onu, Ban Ki-moon con il Presidente
della Repubblica Sergio Mattarella al quale partecipa anche il presidente della
Coldiretti Roberto Moncalvo. 800 milioni di persone (una su dieci) nel mondo
non ha ancora cibo sufficiente mentre gli sprechi alimentari - sottolinea la
Coldiretti - hanno raggiunto le 670 milioni di tonnellate nei Paesi
industrializzati e le 630 milioni di tonnellate in quelli in via di sviluppo.
Ogni anno, il cibo che viene prodotto, ma non consumato, utilizza - precisa la
Coldiretti - 1,4 miliardi di ettari di terreno - quasi il 30 per cento della
superficie agricola mondiale - ed è responsabile della produzione di 3,3
miliardi di tonnellate di gas serra. La lotta alla fame - sostiene la
Coldiretti - si combatte anche intervenendo con una piu’ attenta gestione e
distribuzione della produzione agricola ed alimentare. In Italia sei cittadini
su dieci (60 per cento) hanno diminuito o annullato gli sprechi domestici nel
2014 secondo una tendenza favorita dalla crisi ma molto resta da fare con ogni
italiano che ha comunque buttato nel bidone della spazzatura ben 76 chili di
prodotti alimentari durante l’anno, secondo l’indagine Coldiretti/Ixe’. Il 53
per cento degli italiani ritiene che il contenimento degli sprechi alimentari
dipende soprattutto dalle scelte dei consumatori con il 46 per cento che
sostiene possano essere combattuti con una migliore pianificazione della spesa,
secondo elaborazioni Coldiretti sui dati Eurobarometro del settembre 2015.
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