Il Presidente di Confartigianato Giorgio Merletti interviene
sul tema della contrattazione sottolineando che “nel 2004 l’artigianato ha
realizzato per primo la riforma del proprio modello contrattuale, basandolo sul
decentramento su base territoriale”. “Si tratta ora – aggiunge – di proseguire
in questo percorso con l’obiettivo di migliorare i fattori di competitività e
produttività delle imprese. Occorre quindi completare il percorso di riduzione
del numero del contratti collettivi nazionali di lavoro dell’artigianato,
affidando al contratto collettivo nazionale il solo ruolo di garanzia minima
salariale e normativa. La contrattazione di secondo livello, che per
l’artigianato si articola su base territoriale, deve quindi valorizzare le
specificità dei singoli settori e territori per determinare in piena libertà
temi quali, ad esempio, le flessibilità, l’orario di lavoro, le mansioni, il
salario di produttività. Analogamente vanno sviluppate forme nuove e realmente
utili di tutele quali quelle che il welfare contrattuale e la bilateralità
possono assicurare per costruire un welfare ‘a misura’ della nuova realtà
sociale, economica ed occupazionale e delle esigenze dell’artigianato e delle
piccole imprese”.
Nessun commento:
Posta un commento