"Per rilanciare l'economia del Mezzogiorno ci vogliono
tanti investimenti in infrastrutture ma ci vuole anche il credito d'imposta,
come in un primo tempo il Governo aveva assicurato", ha sottolineato la
Segretaria Generale della Cisl, Annamaria Furlan a Bari all'iniziativa della
Cisl "Ripartire dal Mezzogiorno per far crescere il Paese", alla
presenza di Confindustria ed i Governatori delle Regioni del Sud.
"Occorrono investimenti in infrastrutture, innovazione, ricerca e tanta
legalita".
Bari, 16 ottobre 2015 - "Mancano tante cose alla
manovra finanziaria del governo, a partire dall'impegno serio che l'Esecutivo
aveva garantito sui temi del Sud. Sul Sud, ci vuole altro, ci vuole più
impegno, ci vogliono più investimenti". Annamaria Furlan, Segretaria generale
della Cisl ritiene insufficienti i provvedimenti per il Mezzogiorno contenuti
nella legge di stabilita' varata dal Governo. Insoddisfazione anche per le
risorse stanziate in Finanziaria per il rinnovo dei contratti pubblici.
Intervenuta oggi a Bari all'iniziativa "Ripartire dal
Mezzogiorno per far crescere il Paese" organizzata dalla Cisl Furlan ha
tenuto a ribadire che "per far rilanciare l'economia del Mezzogiorno ci
vogliono tanti investimenti in infrastrutture ma ci voleva, ad esempio, il
credito d'imposta, come in un primo tempo il governo aveva assicurato e ci
vogliono investimenti su innovazione e ricerca e tanta, tanta legalità. E
questo Paese, se c'è una cosa che ha capito in questi sei anni di crisi, non
esce da questa situazione economica se anche al Sud non riparte l'economia
reale, l'occupazione e di conseguenza il lavoro".
"E' dal mezzogiorno infatti che può arrivare la spinta
decisiva ed una crescita più robusta del PIL e dell'occupazione che resta al
SUD come al NORD il vero termometro con cui misureremo l'azione del Governo e
la reale consistenza della ripresa economica" ha aggiunto dalla sua il
Segretario confederale Cisl, responsabile delle politiche per il Mezzogiorno,
Giuseppe Farina nella relazione con la quale ha aperto i lavori
dell'iniziativa. "E' sempre più evidente - ha tenuto a precisare - che non
si riuscirà a realizzare tassi si crescita sufficienti a creare nuovo lavoro in
tutto il paese, senza il contributo di ricchezza prodotta e dei consumi degli
oltre 20 milioni di italiani che abitano le regioni del SUD e senza il
contributo d'intelligenza e operosità delle persone e delle professionalità che
vivono nel Mezzogiorno.
Il rilancio dell'economia meridionale - ribadisce Farina -
non è quindi solo un problema di solidarietà nazionale o di riduzione delle
disuguaglianze. E' anche e soprattutto condizione necessaria per la crescita e
lo sviluppo di tutto il paese".
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