Il provvedimento riguardante l'anticipo del Tfr in busta
paga è stato molto "sponsorizzato" prima della sua entrata in vigore
(aprile 2015), ma una volta resi noti gli esiti di questa operazione
"flop", i riflettori si sono spenti e nessuno ha voluto riconoscersi
autore della manovra. La norma, che avrebbe dovuto rilanciare i consumi e far
ripartire l'economia, comporta più tasse per il lavoratore dipendente che
sceglie l'anticipo. E così, su un campione di 1milione e 200mila rapporti di
lavoro, solo 800 hanno scelto di aderire all'operazione. I dati, raccolti in
un'indagine della Fondazione Studi, vengono riportati da Luca Caratti nel
servizio di Report su Raitre.
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