"La Cgil, per i lavoratori in distacco o in permesso
non retribuito che si impegnano nel sindacato applica rigorosamente le leggi in
vigore". Lo afferma il sindacato di Corso Italia.
"La Cgil, nel
pieno rispetto delle norme di legge e dei regolamenti, che giustamente non
contemplano alcuna forma di lavoro non coperto da contribuzione e quindi in
nero, a quei lavoratori che per l'attività che svolgono nel sindacato
percepiscono una retribuzione maggiore di quella da cui provengono, versa la
relativa contribuzione aggiuntiva che ovviamente incide sull'assegno
previdenziale. È ovvio che essendo sia la retribuzione sia gli oneri contributivi
a carico del sindacato, il datore di lavoro di provenienza non ha alcun onere a
suo carico. Non vi è dunque nessuna condizione di privilegio per chi svolge
attività sindacale" aggiunge la Cgil.
"E' infine bene
ricordare che i lavoratori distaccati impegnati nel sindacato rinunciano a
sviluppi di carriera e ad altre forme di retribuzione legate all'effettiva
presenza in servizio" conclude la Cgil.
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