Da ieri è in vigore il decreto in materia di “certezza del
diritto” nei rapporti tra fisco e contribuente, con il quale il legislatore ha
regolato i seguenti aspetti:
-
reati tributari e raddoppio dei termini di
accertamento: stabilisce che, per gli atti notificati dopo l’entrata in vigore
dello stesso, il raddoppio dei termini di decadenza opera solo se la denuncia
da parte dell’Amministrazione finanziaria (Agenzia delle Entrate e Guardia di
Finanza) è trasmessa entro i termini ordinari; per le condotte poste in essere
in data antecedente, la norma opera a condizione che non sia già stato
notificato l’accertamento;
-
abuso del diritto: disciplina la nozione di
elusione e di abuso del diritto, inserendo il nuovo art. 10-bis nello statuto
del contribuente (L. 212/2000) ed abrogando l’art. 37-bis del DPR 600/73: al
fine di configurare delle operazioni inopponibili al Fisco, che ne disconosce i
vantaggi tributari, è necessaria la concorrenza dei seguenti requisiti:
esecuzione di operazioni “prive di sostanza economica”; rispetto formale della
norma; realizzazione di un vantaggio fiscale indebito;
-
nuovo regime di “adempimento collaborativo”: per
i contribuenti di maggiori dimensioni;
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