I dati illustrati a Palazzo Montecitorio dal presidente
dell’Istituto, Massimo De Felice, alla presenza del ministro del Lavoro,
Giuliano Poletti, e del presidente della Commissione Affari sociali, Pierpaolo
Vargiu. Le denunce registrate dall'Istituto sono state 663.149 (-4,6%) per
437.357 casi riconosciuti (-6,3%)
ROMA - Prosegue il trend decrescente degli infortuni sul
lavoro in Italia. Nel 2014, infatti, le denunce presentate all’Inail sono state
663.149, il 4,6% in meno rispetto alle 694.902 dei 12 mesi precedenti, mentre
prendendo come riferimento lo stesso dato del 2010 la flessione percentuale
sale al 24%. È pari al 6,3%, invece, il calo degli infortuni riconosciuti sul
lavoro dall’Istituto, che nel 2014 sono stati 437.357, di cui il 18% avvenuti
“fuori dall’azienda”, ovvero “con mezzo di trasporto” o “in itinere”. Delle
1.107 denunce di infortunio mortale (erano 1.215 nel 2013, 1.501 nel 2010) gli
infortuni accertati “sul lavoro” sono 662 (-6,8% rispetto ai 710 del 2013), di
cui oltre la metà (358) “fuori dall’azienda”. Anche se i 26 casi mortali ancora
in istruttoria fossero tutti riconosciuti “sul lavoro”, la riduzione sarebbe
comunque superiore al 3% rispetto all’anno precedente e di quasi un terzo (31%)
rispetto al 2010.
“La sicurezza deve
entrare nel giudizio di qualità sulle opere”.
Questi, in sintesi, i dati principali sull’andamento
infortunistico nel nostro Paese contenuti nella Relazione annuale Inail 2014,
presentata questa mattina a Roma, nella Sala della Regina di Palazzo
Montecitorio, dal presidente dell’Istituto, Massimo De Felice, alla presenza
del ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Giuliano Poletti, e del
presidente della Commissione Affari sociali, Pierpaolo Vargiu. Richiamando
nell’apertura del suo intervento la lezione tenuta a Genova il mese scorso da
Renzo Piano, De Felice ha sottolineato che “gli infortuni sul lavoro debbono
entrare nel giudizio di qualità sulle opere”, perché la tutela della salute e
della sicurezza dei lavoratori “è un valore di civiltà”. L’esempio citato in questo
senso è la costruzione dell’aeroporto del Kansai nei pressi di Osaka, in
Giappone, su progetto del celebre architetto italiano. Per il presidente
dell’Inail, infatti, è stata “un’incredibile avventura umana, realizzata con un
cantiere gigantesco, dove hanno lavorato per 38 mesi 10mila operai. È un
monumento dell’ingegneria civile del millennio anche perché, come ha ricordato
Piano nella sua lezione, non si è avuto un solo incidente mortale, sebbene, in
compenso, 36 terremoti”.
“Al via la sperimentazione
del calcolo dell’indice di sinistrosità”.
Entrando nei dettagli dell’analisi del fenomeno
infortunistico e tecnopatico, De Felice ha precisato che nel 2014 “gli
infortuni sul lavoro hanno causato circa 11 milioni di giornate di inabilità
con costo a carico dell’Inail. In media 82 giorni per gli infortuni che hanno
provocato menomazione e circa 20 giorni in assenza di menomazione”. È stato
inoltre avviato, in fase sperimentale, “il censimento dei lavoratori
assicurati, per poter calcolare in modo adeguato l’indice di sinistrosità, vale
a dire il numero di infortuni normalizzato con il periodo di esposizione al
rischio. Ne potrà derivare uno strumento di grande efficacia, per calibrare le
politiche di prevenzione, per valutarne gli esiti e decidere di eventuali
aggiustamenti”. In particolare sono stati censiti (per testa) gli artigiani
autonomi, i lavoratori parasubordinati e i lavoratori interinali. L’andamento
della serie storica quinquennale mostra valori compresi tra il 2% e l’1,5% per
gli artigiani, intorno allo 0,3% per i lavoratori parasubordinati, e tra il
3,9% e il 3,2% per gli interinali. Anche gli indici sui macro-raggruppamenti
hanno quindi una tendenza decrescente.
Dal 2010 le denunce
di tecnopatie in crescita di un terzo.
Per quanto riguarda le malattie professionali, le denunce
nel 2014 sono state 57.391, circa 5.500 in più rispetto al 2013 e in aumento di
oltre il 33% rispetto al 2010. Ne è già stata riconosciuta la causa
professionale al 35%, mentre il 2% è ancora “in istruttoria”. Il 62% delle
denunce riguarda malattie del sistema osteomuscolare, in aumento del 78%
rispetto al 2010. “È importante ribadire – ha sottolineato il presidente
dell’Inail – che le denunce riguardano le malattie e non i soggetti ammalati,
che sono stati circa 43mila, il 40% dei quali per causa professionale
riconosciuta dall’Istituto”. I lavoratori deceduti nel 2014 con riconoscimento
di malattia professionale sono stati 1.488, il 26% in meno rispetto al 2010, in
414 casi per patologie asbesto-correlate. L’analisi per classi di età mostra
che l’85% delle morti avvenute lo scorso anno è con età al decesso maggiore di
74 anni.
Sul sito
aggiornamenti a cadenza mensile e semestrale.
A partire dal 2014 sul portale Inail sono disponibili gli
“open data” sugli infortuni e le malattie professionali, corredati da un
modello di lettura, da un vocabolario e da un thesaurus. Le serie storiche
quinquennali dei dati sui singoli casi, in particolare, sono pubblicate a
cadenza semestrale, mentre i dati relativi alle denunce, accompagnati dal
confronto con gli andamenti di periodo dell’anno precedente, sono messi a
disposizione a cadenza mensile. “È ora in corso di realizzazione la terza fase
del progetto – ha spiegato De Felice – finalizzata a rendere pubblici i dati
sul valore economico delle prestazioni indotte da infortuni e malattie
professionali. Si stanno inoltre definendo e sviluppando i processi di ‘data
quality’, per fornire pubblica misura della qualità dei dati”.
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