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venerdì 17 luglio 2015

L’Inail all’Expo di Milano con 25 storie di reinserimento sociale e lavorativo

Inail, Comunicato Stampa del 16 luglio 2015

A raccontarle è il mensile SuperAbile con il supplemento “Quando il cibo dà gusto alla vita”, che conduce i lettori in un viaggio alla scoperta delle cucine, dei campi e dei luoghi della produzione, dove a farla da padrone sono la qualità degli alimenti, il rispetto dell’ambiente e il valore delle relazioni umane

MILANO - Attraverso una panoramica dal nord al sud della penisola, SuperAbile Inail, il mensile dell’Istituto dedicato alla disabilità, racconta alcune tra le più belle storie di reinserimento sociale e lavorativo delle persone con disabilità intellettive e fisiche, da lavoro e non solo. Il supplemento monografico al numero di luglio della rivista, intitolato “Quando il cibo dà gusto alla vita”, è stato presentato questa mattina all’Expo 2015, in un incontro presso la sala workshop della Cascina Triulza che ha visto la partecipazione, tra gli altri, di Andrea Olivero, viceministro delle Politiche agricole, Giovanni Paura, direttore centrale Prestazioni sanitarie e Reinserimento dell’Istituto, Sergio Silvotti, presidente della Fondazione Triulza, e Antonio Traficante, direttore regionale dell’Inail Lombardia.

Paura: “Per i nostri assistiti percorsi fuori dagli schemi”.
“Nella società che strizza l’occhio ai sempre più numerosi orti urbani, allo street food come sinonimo di socialità low cost e a basso impatto ambientale, all’autoproduzione casalinga di pagnotte e conserve – ha sottolineato Paura – noi ci siamo interrogati sul valore dell’agricoltura e della ristorazione come strumento di reinserimento sociale e lavorativo per i nostri infortunati. Un lavoro iniziato in tempi non sospetti nelle sedi e nelle direzioni regionali Inail, dove coraggiose assistenti sociali ed équipe multidisciplinari si sono prese la briga di proporre agli assistiti percorsi fuori dagli schemi”.

I protagonisti sono disabili che hanno saputo reinventarsi.
Le imprese di cui parla il supplemento del magazine hanno il sapore della professionalità, con il valore aggiunto dell’umanità, e rappresentano un piccolo saggio delle realtà presenti in Italia in cui le persone con disabilità trovano una chance di riscatto nel “pianeta food”. Protagonisti delle 25 storie raccontate, intervallate da quella del celebre chef stellato Antonino Cannavacciuolo, sono infatti disabili che hanno saputo reinventarsi e creare occupazione per sé, e a volte anche per altri, con creatività, un pizzico di coraggio e tanta umiltà. Nei campi, nei ristoranti, negli orti, nella cucina della propria casa, la produzione di cibo buono e sano è diventata così volano per una qualità della vita altrettanto buona, condita di tanti ingredienti salutari.

A Grosseto il trauma dell’infortunio si supera con le api.
Tra le esperienze presentate anche questa mattina nella cornice dell’Expo, c’è quella promossa in collaborazione con l’Anmil dalla sede Inail di Grosseto, che nel 2004 ha attivato un corso di apicoltura i cui frutti, a distanza di un decennio, sono ancora chiaramente visibili nelle vite degli assistiti coinvolti. “L’iniziativa è nata all’interno del progetto Aristotele, promosso nell’ambito della sperimentazione dell’articolo 24 del decreto legislativo 38/2000, che prevedeva la possibilità per l’Istituto di intervenire sulla formazione e il reinserimento lavorativo degli infortunati – ha spiegato l’assistente sociale Filomena Tulipano, che ha seguito il progetto fin dall’inizio – Ho sempre creduto nell’importanza dell’agricoltura sociale. Recuperare il contatto con i cicli produttivi e gli elementi della natura può essere di grande aiuto dopo un infortunio. Un beneficio che il moltiplicarsi dei momenti di socialità rende ancora più grande. Dopo il corso sono nate tante iniziative di svago e grandi amicizie”.

A Palermo le barriere si abbattono in cucina.
È la cucina, invece, il fulcro del progetto che nella comunità Sant’Onofrio dell’Opera Don Calabria di Trabia, a pochi chilometri da Palermo, ha unito assistiti Inail, ex tossicodipendenti e migranti in un’esperienza che è sfociata anche nella pubblicazione di un libro. “È interesse di tutti i partecipanti – ha raccontato Stefania De Luca, assistente sociale dell’Istituto– imparare a realizzare piatti tipici siciliani ma anche di altri Paesi, vista la partecipazione di due migranti della comunità alloggio vicina. Già lo scorso anno, in occasione della prima edizione, il progetto ha dato buoni risultati perché tutti, pur con storie ed esperienze di vita diverse, si sono sperimentati insieme, abbattendo barriere e pregiudizi, e proprio per questo la direzione regionale ha deciso di riproporlo”. Tra gli otto assistiti Inail, di età compresa tra i 30 e i 55 anni, ci sono tre amputati agli arti inferiori, tre paraplegici e due persone con problemi neuromotori. Prestano il loro servizio in cucina una volta alla settimana, insieme a tre ex tossicodipendenti della comunità e a due migranti. E alla fine della giornata mangiano tutti insieme, nello stile del luogo che li ospita.

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