Prosegue l’operazione trasparenza “Inps a porte aperte”. In
questa sezione, raggiungibile dall’home page del sito istituzionale
(www.inps.it), vengono pubblicate informazioni che chiariscono le regole
previste per la composizione e l’effettivo funzionamento dei maggiori fondi
speciali gestiti dall’Istituto.
La sezione “Inps a porte aperte” è dedicata a migliorare il
rapporto informativo tra Ente e cittadini, al di là degli obblighi prescritti
dalla legge. L’obiettivo è quello di rendere più chiari i meccanismi di
funzionamento delle prestazioni erogate dall’Istituto. L’iniziativa fa parte di
quell’operazione trasparenza annunciata dal presidente Inps, Tito Boeri, all’atto
del suo insediamento.
Viene pubblicata oggi una scheda informativa sulla
previdenza degli iscritti al Fondo clero.
Il Fondo di previdenza del clero e dei ministri di culto
delle confessioni religiose diverse dalla cattolica è stato istituito quale
fondo unico con legge 22 dicembre 1973 n.903.
In passato, la legge 5 luglio 1961 n. 579 disciplinava
l’assicurazione di invalidità e vecchiaia del clero e la legge 5 luglio 1961
n.580 disciplinava l’assicurazione di invalidità e vecchiaia dei ministri di
culto delle confessioni religiose diverse dalla cattolica. Con l’unificazione
dei due fondi previdenziali è stata istituita a carico del fondo anche la
pensione ai superstiti, per cui il Fondo di previdenza del clero eroga la
pensione di vecchiaia, la pensione di invalidità e la
pensione ai superstiti a favore degli iscritti. Le pensioni erogate dal fondo
sono 13.788 (dato di consuntivo 2014).
Nonostante il rapporto iscritti/pensionati sia sempre ben superiore
all’unità (1,45 nel 2015), la gestione è costantemente in passivo, riportando
risultati economici annuali negativi compresi tra 56 e 115 milioni di euro nel
periodo 2002-2015 ed un disavanzo patrimoniale di oltre 2,2 miliardi di euro
nel 2015. La ragione di questo andamento risiede fondamentalmente nello
squilibrio tra contributi versati e prestazioni erogate (nel 2015 il rapporto
contributi/prestazioni è di 1 a 3).
Nel rimandare alla scheda informativa per ulteriori
approfondimenti, si riportano di seguito alcune particolarità di tale comparto:
-
Il fondo non è stato interessato dalla riforma
pensionistica Monti-Fornero.
-
I contributi non sono commisurati ad un’aliquota
percentuale della retribuzione o del reddito, ma sono dovuti in misura fissa.
-
Il sistema di calcolo delle pensioni non è né
retributivo, né contributivo e/o misto bensì a prestazioni definite in somma
fissa.
-
Il fondo prevede una misura minima per tutte le
pensioni che eroga, corrispondente al trattamento minimo dell’assicurazione
generale obbligatoria (euro 502,39 nel 2015).
-
Circa il 72% dei quasi 14mila pensionati del
fondo risulta titolare di altre pensioni da gestioni diverse, il cui valore
medio è di 1000 euro lordi mensili.
Da un ipotetico ricalcolo contributivo delle pensioni, si
evidenzia che – delle pensioni del comparto con decorrenza successiva al 1999 –
oltre il 60% delle pensioni subirebbe una decurtazione superiore al 50% e che
non esistono soggetti che avrebbero un vantaggio con il ricalcolo contributivo.
La scheda completa relativa al Fondo di previdenza del clero
e dei ministri di culto delle confessioni religiose diverse dalla cattolica è
disponibile nella sezione “Inps a porte aperte” sul sito www.inps.it, insieme a
tutte le altre già pubblicate.
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