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venerdì 10 luglio 2015

Inail - Poletti: “Incidenti ancora in calo, ma attenzione alle malattie professionali”

Inail, News del 9 luglio 2015

Il ministro del Lavoro Poletti nel suo intervento alla presentazione della Relazione annuale Inail 2014.

Intervenendo alla Relazione annuale 2014 dell’Inail, il ministro del Lavoro – pur segnalando il miglioramento dell’andamento infortunistico – ha espresso preoccupazione per i dati sulle tecnopatie: “Un tema complesso che richiede un lavoro di indagine particolare e dove si deve investire ancora tanto”

ROMA – “Senza un'autentica cultura della sicurezza non ce la faremo a vincere la sfida. Questi risultati positivi sono l’esito del comportamento di moltissimi soggetti: dall’Inail, alle imprese, ai lavoratori. La situazione sta migliorando, ma fino a quando registreremo anche un solo incidente, un solo infortunio, un solo elemento di criticità, avremo qualcosa da fare”. Così il ministro del Lavoro e delle politiche sociali, Giuliano Poletti, nel corso del suo intervento, presso la Sala della Regina a Montecitorio,in occasione della presentazione della Relazione annuale 2014 dell’Inail.

Vargiu: “Inail interpreta con dinamismo la nuova cultura del mondo del lavoro”.
A precedere l’intervento del presidente dell’Istituto, Massimo De Felice, in apertura di mattinata, è stato il saluto introduttivo del presidente della commissione Affari sociali della Camera, Pierpaolo Vargiu, che ha riconosciuto l’Inail come “un soggetto istituzionale in grado di interpretare con dinamismo la nuova cultura del mondo del lavoro, sapendo cogliere appieno, in particolare, la sfida lanciata sul versante della ricerca”. Un apprezzamento condiviso anche da Poletti. “Questo è un ambito dove contano solo i cambiamenti che agiscono in modo profondo e nel lungo periodo – ha dichiarato – Da tale punto di vista l’Inail è un soggetto che svolge un’importante funzione di stimolo, capace di promuovere sempre nuove opportunità. Il rapporto presentato oggi ci conferma che discutere pubblicamente di questi dati è una garanzia di buon risultato. Dico sempre che solo nella trasparenza dei comportanti si possono produrre i migliori risultati”.

Il ministro: “Il precariato come fattore di rischio”.
A destare la preoccupazione di Poletti, invece, è stato l’andamento delle malattie professionali. “Se la situazione va migliorando e gli infortuni sono in calo, tuttavia dobbiamo porre attenzione al versante delle tecnopatie – ha aggiunto – Si tratta di un tema molto delicato, difficile e complesso, che richiede un lavoro di indagine particolare e dobbiamo investire ancora tanto su questo versante”. Altro fattore di rischio, secondo Poletti, è il precariato. “Avere persone che entrano ed escono da un'impresa ogni tre mesi, ogni sei mesi, ogni 12 mesi espone quelle persone e quell'impresa a un tasso di sinistrosità inevitabilmente maggiore – ha sostenuto – Abbiamo bisogno che i fenomeni di precarizzazione siano drasticamente ridotti. Serve un salto qualitativo e lo stiamo facendo”.

“Il Durc online? La dimostrazione che le cose si possono fare”.
Apprezzamento anche per le strategie perseguite sul fronte della semplificazione burocratica. “Il Durc on line è la dimostrazione che, quando si vuole, le cose si possono fare – ha valutato il ministro – Se le cose si fanno, non è detto che siano perfette, ma si possono sempre correggere e migliorare, assumendosi magari anche il rischio di ricevere delle critiche. Ovviamente restano ancora molta strada da fare ed eventuali correttivi da approvare, ma la base solida per fare passi in avanti c’è”. Infine, Poletti è ha sostenuto che “in materia di ispezioni è legittimo segnalare elementi preoccupanti. "Tuttavia, da molti anni in questo Paese, per ben sei volte, è stata ignorata la legge che stabiliva un coordinamento per la sicurezza - ha concluso - Il nostro Paese è troppo frammentato a livello istituzionale. Per questo, è auspicabile una collaborazione autentica, in modo da ottenere il miglior risultato possibile”.

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