Il ministro del Lavoro Poletti nel suo intervento alla
presentazione della Relazione annuale Inail 2014.
Intervenendo alla Relazione annuale 2014 dell’Inail, il ministro
del Lavoro – pur segnalando il miglioramento dell’andamento infortunistico – ha
espresso preoccupazione per i dati sulle tecnopatie: “Un tema complesso che
richiede un lavoro di indagine particolare e dove si deve investire ancora
tanto”
ROMA – “Senza un'autentica cultura della sicurezza non ce la
faremo a vincere la sfida. Questi risultati positivi sono l’esito del
comportamento di moltissimi soggetti: dall’Inail, alle imprese, ai lavoratori.
La situazione sta migliorando, ma fino a quando registreremo anche un solo
incidente, un solo infortunio, un solo elemento di criticità, avremo qualcosa
da fare”. Così il ministro del Lavoro e delle politiche sociali, Giuliano
Poletti, nel corso del suo intervento, presso la Sala della Regina a Montecitorio,in
occasione della presentazione della Relazione annuale 2014 dell’Inail.
Vargiu: “Inail
interpreta con dinamismo la nuova cultura del mondo del lavoro”.
A precedere l’intervento del presidente dell’Istituto,
Massimo De Felice, in apertura di mattinata, è stato il saluto introduttivo del
presidente della commissione Affari sociali della Camera, Pierpaolo Vargiu, che
ha riconosciuto l’Inail come “un soggetto istituzionale in grado di
interpretare con dinamismo la nuova cultura del mondo del lavoro, sapendo
cogliere appieno, in particolare, la sfida lanciata sul versante della
ricerca”. Un apprezzamento condiviso anche da Poletti. “Questo è un ambito dove
contano solo i cambiamenti che agiscono in modo profondo e nel lungo periodo –
ha dichiarato – Da tale punto di vista l’Inail è un soggetto che svolge
un’importante funzione di stimolo, capace di promuovere sempre nuove
opportunità. Il rapporto presentato oggi ci conferma che discutere
pubblicamente di questi dati è una garanzia di buon risultato. Dico sempre che
solo nella trasparenza dei comportanti si possono produrre i migliori
risultati”.
Il ministro: “Il
precariato come fattore di rischio”.
A destare la preoccupazione di Poletti, invece, è stato
l’andamento delle malattie professionali. “Se la situazione va migliorando e
gli infortuni sono in calo, tuttavia dobbiamo porre attenzione al versante
delle tecnopatie – ha aggiunto – Si tratta di un tema molto delicato, difficile
e complesso, che richiede un lavoro di indagine particolare e dobbiamo investire
ancora tanto su questo versante”. Altro fattore di rischio, secondo Poletti, è
il precariato. “Avere persone che entrano ed escono da un'impresa ogni tre
mesi, ogni sei mesi, ogni 12 mesi espone quelle persone e quell'impresa a un
tasso di sinistrosità inevitabilmente maggiore – ha sostenuto – Abbiamo bisogno
che i fenomeni di precarizzazione siano drasticamente ridotti. Serve un salto
qualitativo e lo stiamo facendo”.
“Il Durc online? La
dimostrazione che le cose si possono fare”.
Apprezzamento anche per le strategie perseguite sul fronte
della semplificazione burocratica. “Il Durc on line è la dimostrazione che,
quando si vuole, le cose si possono fare – ha valutato il ministro – Se le cose
si fanno, non è detto che siano perfette, ma si possono sempre correggere e
migliorare, assumendosi magari anche il rischio di ricevere delle critiche.
Ovviamente restano ancora molta strada da fare ed eventuali correttivi da
approvare, ma la base solida per fare passi in avanti c’è”. Infine, Poletti è
ha sostenuto che “in materia di ispezioni è legittimo segnalare elementi
preoccupanti. "Tuttavia, da molti anni in questo Paese, per ben sei volte,
è stata ignorata la legge che stabiliva un coordinamento per la sicurezza - ha
concluso - Il nostro Paese è troppo frammentato a livello istituzionale. Per
questo, è auspicabile una collaborazione autentica, in modo da ottenere il
miglior risultato possibile”.
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