Il presidente dell’Istituto, presentando alla Camera la
Relazione annuale, avverte: “Altre riduzioni inciderebbero sui nostri obiettivi”.
Il preconsuntivo 2014 mostra un risultato finanziario positivo per 477 milioni,
in flessione però di oltre un terzo rispetto al 2013. In calo del 23,9% anche
il risultato economico.
ROMA - “Il bilancio Inail del 2014 tiene la solvibilità. I
numeri e la tendenza giustificano, però, avvertenze e preoccupazioni. Altre
riduzioni delle disponibilità inciderebbero sugli obiettivi istituzionali
dell’Istituto – sugli interventi nel settore sanitario, sul sostegno alle
imprese con i progetti di miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza,
sugli incentivi alla prevenzione – e anche sui piani di ammodernamento
tecnologico dei processi gestionali, che potrebbero portare risparmi e
conquiste di efficienza futuri e strutturali”. Lo ha detto il presidente
dell’Inail, Massimo De Felice, presentando questa mattina a Roma, presso la
Sala della Regina di Palazzo Montecitorio, la Relazione annuale dell’Istituto.
Senza remunerazione
l’83% delle riserve tecniche.
I dati del preconsuntivo 2014 mostrano che l’Inail ha avuto
entrate di competenza per nove miliardi e 586 milioni di euro, il 5,5% in meno
rispetto al 2013, mentre le uscite di competenza si sono attestate a nove
miliardi e 109 milioni, con prestazioni istituzionali in diminuzione del 2,1%.
“Il risultato finanziario è quindi positivo per 477 milioni – ha sottolineato
De Felice – ma in diminuzione del 36% rispetto al 2013 e del 38,2% rispetto al
2011”. Cala anche il risultato economico, pari a 984 milioni (-35,2% rispetto
al 2011 e -23,9% rispetto al 2013), mentre le riserve tecniche sono di circa 27
miliardi e 600 milioni, “coperte” per circa l’83% da liquidità versata alla
Tesoreria dello Stato, senza remunerazione.
“Sui risultati ha
inciso la legge di stabilità”.
“Sul bilancio – ha spiegato il presidente dell’Inail – hanno
inciso le misure della legge di stabilità: la riduzione del 14,17% di premi e
contributi, tamponata parzialmente dai 500 milioni trasferiti dallo Stato, e la
rivalutazione, in via straordinaria, del 7,57% dell’indennizzo del danno
biologico. Inoltre hanno gravato i 142 milioni riversati allo Stato per
riduzioni e razionalizzazione della spesa. La legge di stabilità, per il 2015,
incrementa la riduzione dei premi, impone un’ulteriore riduzione delle spese di
50 milioni, quindi per un totale, nell’anno, di 192,6 milioni”.
Confermata
l’efficacia dei controlli.
La Relazione annuale conferma la qualità della procedura
informatica di “business intelligence”, che sostiene l’attività ispettiva
dell’Istituto, consentendo l’individuazione efficace del nucleo di imprese
“critiche” da ispezionare e fornendo analisi dettagliate sull’esito delle
ispezioni. Nel 2014 i circa 350 ispettori Inail hanno controllato 23.260
aziende (il 72% del terziario, il 24% del settore industria), l’87,5% delle
quali sono risultate irregolari. Le verifiche hanno portato anche alla
regolarizzazione di 59.463 lavoratori, di cui 51.731 irregolari e 7.732 in
nero.
“Le ispezioni
componente rilevante della valutazione dei rischi”.
“Per l’Istituto – ha aggiunto a questo proposito De Felice –
le ispezioni hanno una finalità particolare, perché sono anche una componente
rilevante e integrata nel processo complessivo di controllo e valutazione dei
rischi, fornendo conoscenza sulla rischiosità delle lavorazioni effettuate
dall’impresa, strutturalmente utile per altre numerose azioni gestionali. È una
finalità riconosciuta, d’altra parte, anche nel Quadro strategico dell’Unione
europea 2014-2020 in materia di salute e sicurezza sul lavoro, dove si auspica un’attività
ispettiva capace anche di sostenere il ruolo di consulenza nei confronti del
mondo della produzione, migliorando la cultura degli ispettori del lavoro per
poter effettuare correttamente ispezioni incentrate sui rischi”.
“Va tutelata la
business intelligence”.
Per De Felice, l’ipotesi di un’esternalizzazione
dell’attività ispettiva, attraverso la creazione di un’Agenzia unica in cui
integrare i servizi oggi erogati da Ministero del Lavoro, Inps e Inail, non può
ignorare questi aspetti: “Le osservazioni metodologiche che abbiamo rivolto, in
via preliminare, allo schema di decreto legislativo sulla razionalizzazione e
semplificazione dell’attività ispettiva hanno ribadito l’importanza
dell’integrazione funzionale tra ispezioni e gestione, e della tutela
dell’efficacia delle procedure informatiche a sostegno delle ispezioni, che
potrebbe ridursi senza un’accorta, tempestiva e costosa riprogettazione delle
basi dati e delle fasi di elaborazione”.
In aumento gli sconti
per meriti di prevenzione.
Dalla Relazione annuale emerge anche la crescita costante
del numero di imprese che hanno usufruito della riduzione del tasso di tariffa
per meriti di prevenzione: sono state 34mila nel 2011, 41mila nel 2012, 46mila
nel 2013, mentre le istanze presentate nel 2014 per interventi effettuati nel
2013 sono circa 71.200. Il presidente dell’Inail ha citato anche la
collaborazione, proseguita nel 2014, con Federchimica e Federutility, che ha
portato la pubblicazione delle “linee di indirizzo”, che consentiranno alle
imprese di settore di accedere ai meccanismi di riduzione del premio
assicurativo. Lo scorso ottobre, inoltre, è stata disposta la riduzione del
7,99% dell’importo del premio per le imprese artigiane che non hanno denunciato
infortuni nel biennio 2012-2013, cui sono stati destinati 27 milioni di euro.
Lo sconto ha interessato oltre 274mila ditte. Altre riduzioni hanno riguardato
l’edilizia, la pesca e la navigazione.
In cinque anni
incentivi per oltre un miliardo.
Nel frattempo prosegue il piano per co-finanziare a fondo
perduto, al 65% del costo complessivo, progetti di miglioramento delle
condizioni di salute e sicurezza sul lavoro, e per l’adozione di modelli
organizzativi e di responsabilità sociale da parte delle imprese. Con il bando
Isi del 2014, in particolare, sono stati messi a disposizione 267 milioni di
euro, che rappresentano la quinta tranche di un ammontare complessivo di oltre
un miliardo stanziato dall’Istituto a partire dal 2010. Lo scorso 25 giugno
sono stati circa 23mila gli utenti che hanno preso parte al “click day” per
l’assegnazione dei fondi. Anche l’esperienza dei bandi Isi risponde agli
indirizzi del Quadro strategico dell’Ue, in particolare rispetto all’importanza
di mirare le politiche di prevenzione verso le piccole e micro imprese. “Dai
dati statistici – ha precisato De Felice – risulta che i progetti ammessi e
regolari presentati dalle aziende fino a 15 dipendenti nel 2010 erano il 61%
del totale, mentre nel 2013 siamo arrivati al 73%”.
Prosegue la
valorizzazione del patrimonio immobiliare.
Dopo un ulteriore passaggio dedicato al bando da 30 milioni
di euro per il finanziamento di progetti di innovazione tecnologica,
finalizzata alla prevenzione in settori ad alto rischio infortunistico come
l’edilizia, l’agricoltura e la lavorazione dei materiali lapidei, e alle
numerose collaborazioni promosse per intervenire su fonti di rischio e settori
produttivi specifici, il presidente dell’Inail ha affrontato il tema della
sistemazione del patrimonio immobiliare, per la riduzione dei costi di gestione
e il perseguimento di migliori rendimenti. A questo scopo, nel 2014 l’Istituto
ha aderito al Fondo comune di investimento immobiliare chiuso a comparti -
i3Core, gestito da Invimit Sgr, società costituita dal Ministero dell’Economia
e delle Finanze in attuazione della normativa finalizzata alla valorizzazione
del patrimonio immobiliare pubblico, sottoscrivendo quote per un importo
complessivo di 440 milioni di euro.
Con l’integrazione di
Ispesl e Ipsema risparmi strutturali.
“Confidiamo che le difficoltà che hanno segnato l’avvio
dell’attività dei fondi siano presto superate”, ha detto De Felice, aggiungendo
che “nell’ambito del programma di valorizzazione degli immobili non utilizzati
per finalità istituzionali è stata svolta l’attività di due diligence, conclusa
nel marzo scorso con l’adesione al Fondo comune di investimento immobiliare
chiuso i3Inail gestito sempre da Invimit, cui sono stati conferiti 47 immobili
per un valore di circa 60 milioni di euro”. Attraverso il programma straordinario
attivato dal Ministero dell’Economia in attuazione del decreto “Sblocca
Italia”, l’Inail ha venduto alla Cdp Investimenti immobili per un valore di 37
milioni di euro, mentre altri otto milioni sono stati incassati con le aste
telematiche notarili. La conclusione del progetto di integrazione logistica di
Ispesl e Ipsema, inoltre, consente di realizzare un risparmio strutturale
superiore ai nove milioni di euro all’anno, tra canoni e spese di
funzionamento. Tra gli investimenti immobiliari figura, invece, l’acquisto
della sede dell’Istituto superiore protezione e ricerca ambientale (Ispra), a
Roma, per un importo di 67 milioni. Per poter incrementare la redditività degli
attivi a copertura delle riserve tecniche, l’Inail ha manifestato anche l’interesse
ad acquistare ulteriori quote di partecipazione al capitale della Banca
d’Italia, fino al raggiungimento del tetto massimo del 3% fissato per legge
(dallo 0,7% attualmente detenuto).
In un anno più di
sette milioni di prestazioni sanitarie.
Sul fronte della cura, della riabilitazione e del
reinserimento degli infortunati, nel 2014 sono state effettuate più di sette
milioni e mezzo di prestazioni sanitarie. Le prestazioni per “prime cure”,
effettuate presso i 131 ambulatori dell’Inail, sono state circa 704mila, 21mila
in più dell’anno precedente. In oltre nove casi su 10, queste cure sono state
richieste in seguito a un infortunio, la quota residua per malattia
professionale. Sono state inoltre fornite a circa tremila pazienti 108mila
prestazioni riabilitative e 8.273 visite fisiatriche negli 11 centri di
fisiochinesiterapia attivi in cinque regioni, mentre il Centro protesi di
Vigorso di Budrio ha registrato l’afflusso di 11mila assistiti.
Una collaborazione in
rete per soluzioni all’avanguardia.
Il Centro Inail di Vigorso di Budrio è anche uno dei poli
della rete di ricerca ad alta tecnologia che sta realizzando progetti
all’avanguardia sul fronte della protesica e della riabilitazione, con il
contributo di realtà di eccellenza come l’Istituto italiano di tecnologia di
Genova, l’Istituto di Biorobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e
l’Università Campus Biomedico di Roma. “La logica della collaborazione in rete
– ha spiegato De Felice – apre nuove opportunità per l’Istituto, che può
promuovere e finanziare, con la tecnica del partenariato, ricerca tecnologica e
medica di eccellenza. L’integrazione tra processi di ricerca ed esperienza
d’uso consente, inoltre, di migliorare e abbreviare i percorsi di trasferimento
tecnologico e di trovare soluzioni innovative per la gestione di brevetti
industriali, che hanno alta valenza sociale”. Lo scorso dicembre è stato
definito e approvato in forma nuova il Regolamento dei brevetti dell’Inail, che
disciplina le modalità per la tutela dei diritti di proprietà intellettuale e
dello sfruttamento industriale derivanti dalle invenzioni. L’accordo con l’IIT
di Genova, per lo sviluppo di una protesi mano/polso e di un esoscheletro
motorizzato per la deambulazione di soggetti paraplegici, ha riconosciuto per
primo la nuova forma di regolamento.
“Ritardi
nell’applicazione dell’accordo sulle prestazioni integrative”.
Il 2014 ha segnato prospettive di sviluppo anche per il
Centro riabilitazione motoria di Volterra, come polo del sistema sanitario
riabilitativo, in coerenza con le previsioni del Piano sanitario sociale
integrato varato dalla Regione Toscana a novembre. È proseguita anche
l’attività di coinvolgimento delle regioni per l’erogazione di prestazioni
riabilitative in favore dei disabili da lavoro, integrative rispetto a quelle
garantite dal Sistema sanitario nazionale, come previsto dall’accordo quadro
del febbraio 2012. “Nonostante l’impegno dell’Inail – ha rimarcato però De
Felice – il processo di sottoscrizione da parte delle regioni non è ancora
completato. Sono ritardi gravi che causano iniquità e minano l’uniformità del
diritto tra i territori”.
Nel nuovo piano di
ricerca pochi progetti di grandi dimensioni.
Tra gli altri temi toccati dalla Relazione del presidente,
il nuovo piano di ricerca dell’Istituto, che sarà definito entro la fine
dell’anno e dovrà essere composto da pochi progetti di grandi dimensioni, per
garantire chiara l’attribuzione della responsabilità dei risultati e per
favorire le sinergie tra indagini correlate. “Rispetto all’impostazione del
piano precedente – ha detto De Felice – è un cambiamento rilevante: volto a
tutelare le competenze dei ricercatori, a valutarne i meriti, a portare ancora
più decisamente la ricerca nell’operatività dell’Inail. Ne potranno derivare grandi
vantaggi: indirizzo e strumentazioni più efficaci per le politiche di
prevenzione, più coerenti contributi alla normativa, contenuti tecnici per i
piani di formazione verso l’interno e verso imprese e lavoratori, all’esterno”.
L’integrazione tra ricerca e operatività resta, comunque, “una grande sfida,
innanzitutto culturale”, il cui buon esito richiede “forte volontà e
collaborazione, anche a livello normativo, per non cedere alle rigidità dei
contratti di lavoro e delle piante organiche, per utilizzare criteri di
selezione che consentano di individuare le migliori competenze disponibili sul
mercato, per non obbedire, senza verifiche, ai vincoli di qualifica”.
“Cruciale potenziare
alcuni ruoli con formazione e assunzioni”.
Per il presidente dell’Inail una pianificazione accorta non
può nemmeno “prescindere dalla cura delle competenze, disponibili e
acquisibili. È cruciale poter potenziare con nuove assunzioni alcuni ruoli
tecnici nell’informatica, nella ricerca e nella statistica, potendo selezionare
con concorsi aperti all’esterno”. Allo stesso tempo, è altrettanto cruciale
“potenziare la formazione dei tecnici interni”. Per essere davvero efficace,
però, questa formazione “va fondata sul principio dell’insegnamento per
problemi. Una volta definito il problema da affrontare, va individuato il
gruppo di lavoro e organizzato un corso interno, con docenti esterni
qualificati, che partendo dal problema ricostruisca teoria, tecniche, metodi e
processi necessari a risolverlo”.
- Nel 2014 437mila infortuni e 662 casi mortali
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