L'OCSE ha presentato oggi il Digital Economy Outlook 2015,
la principale pubblicazione del Committee on Digital Economy Policies
(CPDE), il comitato di riferimento dello
specifico gruppo di lavoro di cui è membro anche il Garante italiano, dandone
notizia con un comunicato pubblicato sul proprio sito
(http://www.oecd.org/internet/countries-should-address-disruptive-effects-of-the-digital-economy.htm).
Il documento mette in evidenza il ruolo svolto dall'economia
digitale in quanto motore per l'innovazione e la crescita inclusiva, che permea
innumerevoli aspetti dell'economia mondiale con un fondamentale impatto su
numerosi settori (banking, retail, energia, trasporti, istruzione, editoria,
media, salute e soprattutto informazione e tecnologie della comunicazione).
Il Report indica, attraverso una panoramica delle
prospettive di sviluppo e delle principali tendenze del settore ICT, le misure
mediante le quali i Paesi membri dell'OCSE possono massimizzare il potenziale
dell'economia digitale.
Riguardo a quest'ultimo obiettivo, il documento si sofferma
in particolare sugli aspetti legati alla fiducia di utenti e imprese nei
confronti della digital economy, sul ruolo che gioca l'Internet delle cose e
sulla necessità di adottare il cosiddetto privacy risk approach: una
metodologia che possa consentire, anche nel mondo digitale, di calibrare gli
obblighi per chi tratta i dati sulla base della valutazione del rischio che
quel trattamento comporta.
Nessun commento:
Posta un commento