È
stato presentato questa mattina nel corso della Conferenza Stato-città ed
autonomie
locali,
che si è svolta a Roma presso la sede del Ministero dell’Interno, il documento conclusivo
del Comitato di monitoraggio, che ha sede presso la predetta Conferenza, sui cambiamenti
avvenuti negli ultimi 10 anni al processo di revisione del classa mento catastale
degli immobili. Il bilancio positivo mette in luce come il lavoro di squadra
tra istituzioni centrali e territoriali sia un modello vincente per il nostro
Paese.
La
revisione del classamento, cos’è e come funziona – La Legge Finanziaria del
2005
(Legge
n. 311/2004, art. 1, commi 335 e 336), ha previsto la possibilità per i Comuni
di collaborare con l’Agenzia del Territorio, ora incorporata nell’Agenzia delle
Entrate, per rivedere il classamento degli immobili. In particolare, con il
comma 335 i Comuni possono chiedere all’Agenzia di rivedere il classamento e la
rendita catastale degli immobili ubicati in zone che presentano un
significativo scostamento fra valore medio di mercato e quello medio catastale;
con il comma 336, invece, i Comuni che riscontrano incoerenze tra lo stato di
fatto degli immobili e quanto censito in Catasto possono chiedere ai
proprietari la presentazione di atti di aggiornamento catastale oppure
procedere d’ufficio.
Comma
335, le esperienze di Roma e Milano - Avviato su input dell’Assemblea capitolina
e svolto dall’Agenzia delle Entrate, il riclassamento degli immobili di Roma Capitale
ha portato alla revisione delle rendite catastali di 175mila immobili ubicati
in 17 zone situate prevalentemente nel centro: Aventino, Trastevere, Centro
Storico, Borgo, Prati, Flaminio 1, XX Settembre, Monti, San Saba, Testaccio,
Gianicolo, Delle Vittorie-Trionfale, Flaminio 2, Parioli, Salario Trieste,
Esquilino e Ville dell’Appia.
Grazie
a questa operazione sono sostanzialmente scomparse le abitazioni classificate come
ultrapopolari (A/5) e si sono fortemente ridotte le abitazioni di tipo popolare
(A/4) ed economico (A/3), ancora presenti in diverse zone del Centro, portando
ad un
incremento
complessivo della rendita catastale di oltre 123 milioni di euro.
Anche
il comune di Milano ha chiesto all’Agenzia di avviare l’operazione di riclassamento:
in questo caso le 4 zone interessate sono state Manzoni - Montenapoleone –
Venezia, Duomo - Brera – Torino - S. Ambrogio, Venezia - Monforte – Majno e
Sempione - V. Monti - M. Pagano. A circa 30mila immobili è stata attribuita una
nuova rendita catastale, con un incremento complessivo di circa 44 milioni di
euro, riequilibrando di fatto le sperequazioni esistenti tra alcune parti della
zona centrale della città e altre collocate nelle zone periferiche e
semiperiferiche.
La
procedura di revisione parziale del classamento, relativa al comma 335, è stata
attivata complessivamente da 17 Comuni ed ha portato ad un incremento di
rendita catastale pari a circa 183 milioni di euro.
Comma
336, i casi di Genova, Roma e Torino - Nel triennio 2005-2007 il Comune di
Genova
ha inviato circa 80.000 avvisi bonari ai proprietari di immobili che sono staticonsiderati da regolarizzare. Ciò ha comportato un incremento delle unità censite nella categoria A/3 (abitazioni di tipo economico), coinvolgendo circa 7.000 abitazioni, con un conseguente calo delle abitazioni di tipo popolare (A/4) e ultrapopolare (A/5). Nello stesso periodo il Comune di Roma si è attivato incrementando le abitazioni civili (circa 30.000 le abitazioni interessate) e riducendo di 20.000 unità quelle popolari. Anche le attività svolte dal Comune di Torino hanno portato ad un incremento delle abitazioni censite nelle categorie A/3 e soprattutto A/2, per un totale di circa 4.000 unità.
La
procedura di revisione puntuale del classamento, relativa al comma 336, è stata
attivata complessivamente da 1.300 Comuni ed ha portato ad un incremento di
rendita catastale pari a circa 181 milioni di euro.
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