Intervento del presidente, Massimo De Felice, al convegno
Uni, a Roma, presso il ministero dello Sviluppo economico: “L’Istituto non solo
promotore, grazie alla sua mission e alle proprie competenze, della normazione
tecnica in materia di salute e sicurezza sul lavoro, ma anche suo fruitore e
misuratore attento”
ROMA – Il ruolo dell’Inail nella produzione della norme
tecniche è stato l’argomento al centro dell’intervento del presidente
dell’Istituto, Massimo De Felice, nel corso del convegno organizzato questa
mattina, a Roma, dall’Uni, l’Ente italiano di normazione, presso il ministero
dello Sviluppo economico.
“Un importante
laboratorio di approfondimento”.
“L’Inail si trova ad agire in una situazione particolare e,
per certi aspetti, fortunata – ha sottolineato De Felice – perché, in virtù del
proprio ruolo istituzionale, partecipa a molti tavoli finalizzati alla
produzione e allo sviluppo di queste normative per quanto concerne la sicurezza
sul lavoro, la sicurezza di macchine e impianti e la promozione della
prevenzione. Al tempo stesso, tuttavia, l’Istituto si pone anche come loro
diretto fruitore e, in quanto ‘misuratore’ attento, è in grado di definirne con
efficacia gli esiti e valutarne la qualità”. L’Inail, dunque, si qualifica come
“un importante laboratorio di approfondimento” – ha sostenuto De Felice – dove
la competenze e l’alta professionalità dei suoi tecnici e ricercatori sono
messi al servizio di un insieme integrato di attività che va dal confronto alla
proposta, dalla definizione alla verifica.
La rilevazione dei
dati come risorsa per la valutazione delle norme.
“Un altro aspetto determinante da considerare ai fini di
questa attività di analisi è quello della rilevazione dei dati – ha aggiunto il
presidente dell’Inail – e anche da tale punto di vista l’Istituto, soprattutto
in questi ultimi anni, ha fatto molto, reimpostando e potenziando in modo
significativo la base delle informazioni riguardanti gli indici di
sinistrosità, che oggi è in grado di produrre anche a cadenza mensile. Si
tratta di un patrimonio di valore essenziale e di grande rilevanza politica e
strategica proprio perché consente di calibrare meglio le azioni sul fronte
della sicurezza e della prevenzione e, dunque, di valutare l’impatto della
normativa”.
“Applicare i princìpi
della normazione al contenimento degli infortuni”.
De Felice, infine, ha analizzato il principio della “buona
norma”, intesa come “strumento capace di ridurre in modo significativo
frequanza e gravità degli infortuni e delle malattie professionali. “In materia
di riabilitazione e protesica l’istituto è una realtà di straordinaria
eccellenza, ma ovviamente il nostro auspicio e il nostro obiettivo è vedere
sempre più limitato questo genere di attività – ha valutato – Una buona norma,
pertanto, è quella che ci consente di farlo perché in grado di applicare con
efficaci i principi della prevenzione ai fini del contenimento degli infortuni
e delle tecnopatie”.
Estendere gli open
data anche ai ‘quasi incidenti’.
In tale contesto De Felice ha auspicato un nuovo sviluppo
del progetto “open data”. Nel solo 2014 “oltre 11 milioni di giornate di lavoro
sono state perse a causa degli infortuni nel sistema imprenditoriale italiano”:
una realtà alla quale si devono aggiungere anche l’inefficienza e le
disfunzioni che vanno a inficiare i normali processi delle attività lavorative.
“Ai fini di un più efficace contrasto al fenomeno infortunistico, per l’Inail
sarebbe di grande utilità, col coinvolgimento delle parti sociali e delle forze
istituzionali, potere rilevare anche i cosiddetti ‘quasi incidenti’ – ha
concluso De Felice – Si tratterebbe di un’attività ‘potente’ per fronteggiare
ulteriormente gli elementi di rischio e intervenire preventivamente su
situazioni di pericolo verificate e oggettive, ma che, solo per un caso
fortuito, non hanno avuto esito”.
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