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mercoledì 11 novembre 2015

Il contributo dell’Inail nella produzione e nella valutazione delle norme tecniche

Inail, News del 10 novembre 2015

Intervento del presidente, Massimo De Felice, al convegno Uni, a Roma, presso il ministero dello Sviluppo economico: “L’Istituto non solo promotore, grazie alla sua mission e alle proprie competenze, della normazione tecnica in materia di salute e sicurezza sul lavoro, ma anche suo fruitore e misuratore attento”

ROMA – Il ruolo dell’Inail nella produzione della norme tecniche è stato l’argomento al centro dell’intervento del presidente dell’Istituto, Massimo De Felice, nel corso del convegno organizzato questa mattina, a Roma, dall’Uni, l’Ente italiano di normazione, presso il ministero dello Sviluppo economico.

“Un importante laboratorio di approfondimento”.
“L’Inail si trova ad agire in una situazione particolare e, per certi aspetti, fortunata – ha sottolineato De Felice – perché, in virtù del proprio ruolo istituzionale, partecipa a molti tavoli finalizzati alla produzione e allo sviluppo di queste normative per quanto concerne la sicurezza sul lavoro, la sicurezza di macchine e impianti e la promozione della prevenzione. Al tempo stesso, tuttavia, l’Istituto si pone anche come loro diretto fruitore e, in quanto ‘misuratore’ attento, è in grado di definirne con efficacia gli esiti e valutarne la qualità”. L’Inail, dunque, si qualifica come “un importante laboratorio di approfondimento” – ha sostenuto De Felice – dove la competenze e l’alta professionalità dei suoi tecnici e ricercatori sono messi al servizio di un insieme integrato di attività che va dal confronto alla proposta, dalla definizione alla verifica.

La rilevazione dei dati come risorsa per la valutazione delle norme.
“Un altro aspetto determinante da considerare ai fini di questa attività di analisi è quello della rilevazione dei dati – ha aggiunto il presidente dell’Inail – e anche da tale punto di vista l’Istituto, soprattutto in questi ultimi anni, ha fatto molto, reimpostando e potenziando in modo significativo la base delle informazioni riguardanti gli indici di sinistrosità, che oggi è in grado di produrre anche a cadenza mensile. Si tratta di un patrimonio di valore essenziale e di grande rilevanza politica e strategica proprio perché consente di calibrare meglio le azioni sul fronte della sicurezza e della prevenzione e, dunque, di valutare l’impatto della normativa”.

“Applicare i princìpi della normazione al contenimento degli infortuni”.
De Felice, infine, ha analizzato il principio della “buona norma”, intesa come “strumento capace di ridurre in modo significativo frequanza e gravità degli infortuni e delle malattie professionali. “In materia di riabilitazione e protesica l’istituto è una realtà di straordinaria eccellenza, ma ovviamente il nostro auspicio e il nostro obiettivo è vedere sempre più limitato questo genere di attività – ha valutato – Una buona norma, pertanto, è quella che ci consente di farlo perché in grado di applicare con efficaci i principi della prevenzione ai fini del contenimento degli infortuni e delle tecnopatie”.

Estendere gli open data anche ai ‘quasi incidenti’.
In tale contesto De Felice ha auspicato un nuovo sviluppo del progetto “open data”. Nel solo 2014 “oltre 11 milioni di giornate di lavoro sono state perse a causa degli infortuni nel sistema imprenditoriale italiano”: una realtà alla quale si devono aggiungere anche l’inefficienza e le disfunzioni che vanno a inficiare i normali processi delle attività lavorative. “Ai fini di un più efficace contrasto al fenomeno infortunistico, per l’Inail sarebbe di grande utilità, col coinvolgimento delle parti sociali e delle forze istituzionali, potere rilevare anche i cosiddetti ‘quasi incidenti’ – ha concluso De Felice – Si tratterebbe di un’attività ‘potente’ per fronteggiare ulteriormente gli elementi di rischio e intervenire preventivamente su situazioni di pericolo verificate e oggettive, ma che, solo per un caso fortuito, non hanno avuto esito”.

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